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Intervista a cura di Nicola Salerno

de palmaPino De Palma, talentuoso centrocampista barese classe 1939 dotato di buona tecnica, talvolta arretrato a terzino, arrivò al Matera nel 1965 e restò fino al termine della stagione 1967-68 che si concluse con la promozione in Serie C.

Nella tua lunga carriera calcistica hai vestito anche le maglie di Bisceglie, Ravenna e Brindisi, ci racconti le tue tappe principali da calciatore prima di giungere nella nostra città?

Ho iniziato a giocare nel 1957 nell'Ideale Bari, poi sono passato al Bisceglie dove abbiamo vinto un campionato di Serie D e giocato per tre anni in Serie C. In seguito giocai a Ravenna, dove avevo come compagni Bartolini ex Juve e Redegalli ex Inter, e l'allenatore era l'ungherese Zsengeller, sostituito l'anno successivo da Corrado Viciani, innovatore ed inventore del cosiddetto "gioco corto" (basato sul possesso palla, pressing e lungo fraseggio, una sorta di tiki-taka dell'epoca, ndr). Infine, dopo un anno al Brindisi, arrivai al Matera nel 1965. Ho fatto il servizio militare nella Compagnia Atleti insieme ad Albertosi e Trapattoni, e di quest'ultimo ricordo un piacevole episodio che dimostra l'umiltà e la squisitezza dell'uomo. Diversi anni fa, quando la Juventus venne a giocare a Bari, riuscii a far entrare mia figlia, grande tifosa di Baggio, al Nicolaus dove la squadra era in ritiro, e le diedi una vecchia foto della Compagnia Atleti da mostrare al Trap: lui la guardò con piacere e si ricordò di me. Dopo parecchi anni, quando lui tornò a Bari da c.t. dell'Irlanda, decisi di fargli avere una copia di quella foto con una mia dedica, e dopo qualche giorno ricevetti una telefonata: "Ciao Beppe, sono Giovanni", era lui che mi ringraziava per quella fotografia. Mi fece molto piacere ricevere quella telefonata e fare una chiacchierata con lui ricordando i tempi del nostro servizio militare.

Lo scorso anno abbiamo pubblicato un'inchiesta della Gazzetta dello Sport firmata da un giovane Gianni Mura che raccontava il Matera dei record del campionato 1967-68 e la vita dei suoi calciatori, e ti definì "il barese ricco di sense of humour"; come si viveva a Matera in quegli anni e che rapporto avevi con i tuoi compagni?

Effettivamente ho sempre avuto un carattere allegro, mi piaceva fare battute, insomma ero il rompiscatole del gruppo. Anche con il presidente Salerno avevo un ottimo rapporto, mi voleva bene, anche lui era una persona squisita. Ricordo pure un piccolo bambino che veniva in campo a palleggiare insieme a me, era Franco Selvaggi. Nell'anno in cui vincemmo il campionato avevamo un'ottima squadra guidata da "Bubu" Salar e con compagni di un certo livello, molti dei quali hanno avuto anche una buonissima carriera calcistica. Matera città è molto cambiata rispetto ad allora, quando ci sono tornato in seguito quasi non la riconoscevo.

  1968 calciatori
  De Palma insieme ai compagni di squadra con cui condivideva l'appartamento di via Protospata

Dopo il triennio in biancazzurro come è proseguita la tua carriera?

Ho giocato per due anni a Venosa dove abbiamo fatto due bellissimi campionati di Serie D: dal Matera passammo in blocco al Venosa, infatti oltre a me c'erano Jancarelli, D'Ambrosio, Serraglio e Capuano che fungeva da allenatore-giocatore, ed inoltre in quella squadra c'erano giocatori come il compianto Michele Lorusso e il barlettano Daleno. Ricordo che il senatore Salerno ricevette dal Venosa un assegno che poi si rivelò inesigibile, non so poi se e come abbia fatto a recuperare quei soldi. L'anno dopo l'allenatore fu Panetti, ex portiere della Roma e già allenatore del Melfi. Poi andai a Bitonto, e infine fui allenatore e giocatore a Bernalda in Promozione lucana, Grumo, Ruvo e Modugnese. Da allenatore sono stato vice a Putignano ed ho allenato a Rutigliano, Torre a Mare, Casamassima, Capurso e Pro Inter Bari. Dal 1985 sono nei settori giovanili; per dodici anni ho guidato i pulcini della Di Cagno Abbrescia di Bari, da cui il Bari prelevava diversi ragazzi per il suo settore giovanile, e con me hanno iniziato sin da piccoli Parodi, attuale Primavera Juventus, ed altri che militano nei campionati minori come ad esempio Liberio, oggi in forza alla Virtus Francavilla. Da sei anni sono al CAS di Torre a Mare, dove svolgo praticamente tutte le funzioni. Insomma sono nel mondo del calcio da sessant'anni senza mai fermarmi nemmeno per un anno, il calcio è per me una grande passione da sempre.

Sabato prossimo il Matera affronterà il Melfi in un derby lucano che ai tuoi tempi era parecchio combattuto e acceso; qualche aneddoto sul clima che si respirava sui campi di calcio?

Certo, in quegli anni in Serie D giocammo diverse volte contro il Melfi ed erano sempre partite combattute. In generale in campo era sempre una battaglia: ad esempio a Pozzuoli, un campo infuocato, mi ruppi il polso, non c'erano sostituzioni e così dovetti stringere i denti e giocare come ala fino al novantesimo. Negli spogliatoi a fine partita svenni per il dolore.

Per la cronaca, a due minuti dalla fine, De Palma malgrado il polso rotto colpì il palo su assist di Busilacchi, e la gara terminò 2-2; in quella partita si interruppe anche l'imbattibilità del portiere Quadrello che durava da 560 minuti.