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Intervista a cura di Nicola Salerno

Marco Neroni, attaccante romano classe 1976, ha vestito la maglia biancazzurra nel campionato 2001-02 e nella seconda parte dell'annata successiva. Vera spina nel fianco delle difese avversarie, ha messo a segno ben tredici reti nella sua prima stagione materana e quattro nella seconda.

Ci racconti come ti sei trovato nella nostra città nel tuo anno e mezzo materano?

marco neroniRicordo che al principio avevo qualche dubbio dovuto principalmente alla lontananza, in quanto avrei dovuto trasferirmi a Matera con tutta la famiglia, ma ben presto sono stato molto contento della mia scelta; ho trovato un bel gruppo di calciatori ed amici (con alcuni dei quali conservo ancora i contatti, come ad esempio Rubino, Fanfani, Galeano) ed una città in cui mi sono trovato bene, ed è stata una bellissima esperienza anche per la mia famiglia. Erano anni in cui Matera stava avendo grandi miglioramenti, iniziava ad essere sempre più conosciuta e viveva una fase di espansione, e il film di Mel Gibson girato all'epoca diede ulteriore visibilità alla città dei Sassi. Il primo anno c'era Chiappini in panchina, facemmo ciò che potevamo ed alla fine chiudemmo al quarto posto, con il Brindisi che meritò di vincere il campionato. L'anno successivo Chiappini passò al Melfi e mi avrebbe voluto portare con sè, ma io preferii trasferirmi al Tivoli sia perchè mi sarei avvicinato a casa e sia perchè sarei salito di categoria in serie C2. Durante la stagione però ci fu la possibilità di tornare a Matera e rientrai volentieri; alla presidenza c'era sempre Ripoli ma l'organizzazione societaria era cambiata con l'ingresso di Nicoletti, la squadra era più forte rispetto all'anno precedente ma il Melfi di Chiappini fece un gran campionato e purtroppo arrivammo secondi mancando la promozione. Fu un peccato perchè la città ed i tifosi lo meritavano, ogni domenica c'erano 3-4000 persone allo stadio, per non parlare delle partite di cartello o dei derby.

Quali sono state le tappe più importanti della tua carriera?

Sono partito dal settore giovanile del Torino, e dopo le giovanili ho esordito tra i professionisti in C2 con la Maceratese, poi a Battipaglia in C1, L'Aquila in C2, e due anni di serie D a Latina prima di approdare a Matera. In ogni luogo dove sono stato ho sempre cercato di far bene ed ho sempre portato con me ricordi piacevoli, magari non ci si rende pienamente conto subito perchè si vive il momento ma alla fine resta sempre un bel ricordo di ogni esperienza. Oggi, che ho abbandonato il mondo del calcio (ho smesso di giocare quattro anni fa, a trentasei anni) e lavoro, mi rendo conto sempre più di come fare il calciatore sia una professione privilegiata, non si fanno i sacrifici che comporta un lavoro normale ed anche se non sono arrivato a  giocare ai massimi livelli non mi posso assolutamente lamentare della mia esperienza da calciatore e della mia carriera calcistica.

Vuoi mandare un saluto ai tifosi materani?

Li saluto con piacere, ricordo che sono stato ben voluto a Matera e mi hanno sempre molto apprezzato, quindi ho un ottimo ricordo di loro. Sono molto contento che Matera sia riuscita nell'intento di salire di categoria, la piazza e l'ambiente dopo tanti anni se lo meritavano ed oggi meritano ampiamente di vivere il calcio professionistico e confrontarsi con piazze tradizionalmente blasonate ed abituate a certi livelli. Faccio un grande in bocca al lupo di cuore per il prosieguo della stagione a tutta la Matera calcistica.