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Nicola SalernoNonostante abbia lavorato in tantissimi club, Nicola Salerno ha sempre portato Matera nel cuore sia per motivi di famiglia che calcistici e quando Messina, Cagliari, Catania e gli altri club in cui lavorava giocavano a Bari o a Lecce non mancava mai il ritiro pre partita nella Città dei Sassi e l'allenamento di rifinitura nello stadio che considerava ancora casa sua. Non sono mancate anche amichevoli estive con la squadra biancazzurra come quella dell'agosto del 2000 tra il Messina che si apprestava a disputare il campionato di serie C1 e l'allora Materasassi del presidente Ripoli che era appena risalito in serie D oppure la partecipazione nel 2010 della Salernitana al Memorial Franco Salerno, un triangolare con l'FC Matera neopromosso in Lega Pro e il Barletta. In tempi più recenti, nelle sue ultime visite a Matera, pur con qualche problema di salute, si è scorto dalle parti dello stadio per alcuni allenamenti dei biancazzurri circondato dall'affetto di amici e tifosi.

La carriera di Nicola Salerno inizia nella sua Città natale nel 1983 quando ancora giovanissimo alterna il lavoro da impiegato in banca a quello di direttore generale nella “bottega calcistica” di famiglia accanto al padre Franco e allo zio Michelangelo Salerno rispettivamente presidente e direttore sportivo del Football Club Matera.

1985 salerno guerin  
La foto pubblicata a corredo di un articolo del Guerin Sportivo del dicembre 1985 intitolato "Gente di Salerno" con questa didascalia: Il presidente-mago del Matera Franco Salerno. Salerno riuscì a portare la squadra lucana fino alla Serie B. Attualmente il presidente è affiancato dal figlio Nicola fac-totum e direttore generale  

La gavetta non è semplice con l'epopea del fibbicì che volge al termine e l'emergere di un calcio moderno sempre meno sostenibile per le piccole realtà. Nicola quindi deve fare di necessità virtù puntando sui giovani più validi del vivaio con qualche veterano a fare da chioccia. Le soddisfazioni non mancano: il Matera non solo mantiene per tre stagioni consecutive la categoria ma arriva in un paio di annate a lottare per la promozione.

A questo si aggiunge il merito di aver lanciato nel grande calcio ragazzi materani come la punta Antonio Rebesco (ceduto nel 1985 in serie A al Pisa) e soprattutto il portiere dal futuro calcistico radioso Franco Mancini oltre a una lunga serie di ragazzi che negli anni seguenti avrebbero avuto buone carriere tra serie C e D.

Il buon lavoro fatto al XXI Settembre viene notato da varie società e nel 1986 arriva la proposta di lavoro da Ravenna. L'esperienza in Romagna è un trampolino di lancio ma anche l'occasione per conoscere figure importanti come il giocatore Ciccio La Rosa che in futuro sarebbe diventato un fedelissimo di Nicola sia come calciatore a Licata e Trieste che come dirigente a Messina, Foggia, Cagliari e Salerno.

Impossibile non citare anche l'amicizia nata in quel periodo con un emergente mister, Alberto Zaccheroni, che proprio in virtù dei buoni rapporti con il dirigente materano collaborò (sebbene in modo ufficioso essendo tesserato con il Riccione) con gli allenatori Antezza e Conticchio alla gestione tattica della stagione del Matera 1986-87.

Successivamente si apre il primo capitolo siciliano della lunga carriera di Nicola, quello con il Licata, piccola realtà di provincia con cui ottiene una storica promozione in serie B. Un risultato storico che precede, intervallato da un quadriennio tra B e C1 alla Triestina, un altro successo in terra sicula: la leggendaria galoppata con il Messina del presidente Aliotta dai dilettanti alla serie cadetta. Un cammino trionfale quello con i peloritani interrotto solo da un incidente di percorso: la finale play-off di C1 persa contro il Benevento a Lecce nel 1999. Indelebile il ricordo lasciato sullo Stretto con tre promozioni in quattro anni l'ultima delle quali ottenuta con in panchina mister Carlo Florimbi che solo qualche anno prima sedeva sulla panchina materana. Nello staff tecnico del Messina, in qualità di collaboratore tecnico, anche l'amico di sempre e mito indimenticabile per i tifosi materani Vito Chimenti che lo seguirà anche nelle esperienze al Foggia e alla Salernitana.

nicola salerno intervistaOrmai tra i più affermati DS della serie B ottiene la promozione in massima serie a Cagliari nel 2004 seguita da due salvezze consecutive resistendo agli stravolgimenti tecnici del vulcanico presidente sardo Cellino. Una vera corazzata quella rossoblu con campioni di primo piano come Zola e Suazo ma anche giovani talenti su cui il Direttore aveva spinto il patron a puntare come Rolando Bianchi e Andrea Capone (pupillo che lo avrebbe seguito anche nelle esperienze nel Grosseto e nella Salernitana), Alessandro Matri e Pasquale Foggia solo per fare alcuni nomi. La vittoria per 3 a 0 contro la Roma del 13 marzo 2005 rappresenta il risultato più prestigioso conquistato in una singola gara durante l'esperienza sull'isola.

Dopo le parentesi di Salerno (finale play off per la serie B persa col Verona) e Grosseto, Nicola tocca la vetta più alta in massima serie a Catania in una stagione dove i rossoazzurri sfiorano la prima storica qualificazione alle coppe europee. Suggestive seppure brevi le parentesi a Palermo e oltremanica a Leeds e Watford.

Abbiamo voluto ricordare così Nicola, figlio della città di Matera e direttore sportivo amato e ricordato in tante piazze calcistiche importanti di tutta Italia dopo essere partito da una società dove, come afferma nell'intervista di cui pubblichiamo qui in basso il link, "vincere un campionato, non con una squadra per cui lavori ma per una squadra che fa parte del tuo sangue e della tua vita, è un ricordo indelebile che non si può dimenticare".

Clicca qui per guardare l'intervista di Nicola Salerno in cui ricorda la vittoria del Matera nel campionato 1978-79