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Sono tanti gli stadi italiani (e non solo) che hanno visto Luigi “Gino” De Canio impegnato come allenatore, incarico per il quale è conosciuto in ambito nazionale e internazionale. Solo per citarne alcuni, «Marassi» di Genova, «Friuli» di Udine, «San Paolo» di Napoli, «Loftus Road» di Londra, «Via del Mare» di Lecce e molti altri ancora, senza dimenticare però il punto di partenza di tutta la sua vita sportiva: il «XXI Settembre-Franco Salerno» di Matera dove si è prevalentemente svolta la sua carriera da calciatore.

de canioClasse 1957, dà i primi calci al pallone nelle giovanili del Football Club Matera con cui partecipa ai campionati Allievi, Berretti e Juniores. Nel vivaio ha il primo incontro con il tecnico Franco Dibenedetto che ritroverà in prima squadra qualche anno più tardi.

Nel rettangolo di gioco De Canio parte come attaccante ma quasi per caso finisce nelle retrovie dopo aver sostituito un compagno infortunato nel ruolo di libero. Così si stabilisce definitivamente in difesa, reparto in cui può essere considerato un vero jolly dato che nel corso della sua lunga carriera biancazzurra ricopre i ruoli di stopper e terzino (con qualche uscita anche da mediano).

Esordisce nei campionati seniores giovanissimo: l'allenatore Salar lo schiera per la prima volta nella primavera del 1975 in uno 0 a 0 sul campo della Salernitana. L’anno successivo raggiunge il primo successo della sua carriera con la promozione in Serie C nella stagione dello storico testa a testa con il Lanciano. In quel campionato, a diciannove anni, l’allenatore Zurlini lo manda in campo nove volte.

Le gioie non finiscono qui: nella cavalcata trionfale della Serie C1 1978-79 De Canio è tra i protagonisti assoluti con ventotto presenze che gli valgono la conferma anche nel campionato cadetto. In B fa il suo esordio alla prima di campionato contro il Genoa e colleziona altre tre presenze nel resto della stagione prima di passare al Chieti nel mercato autunnale.

Dopo due anni a Chieti ed una parentesi con la maglia della Salernitana torna a Matera nella C2 degli Anni Ottanta guidando nuovamente la difesa, stavolta da capitano. Chiude il bilancio in biancazzurro nel 1986 portando a casa, come già ricordato, una promozione in C e una in B nonché il quinto posto nella classifica delle presenze di tutti i tempi con la maglia biancazzurra grazie alla bellezza di 221 apparizioni e due reti in campionato.

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La lunga militanza nella squadra della sua città si rivela molto importante anche per la sua carriera da allenatore. La conoscenza diretta del Presidente Salerno e della dirigenza biancazzurra, a detta dello stesso De Canio, gli consente di osservare da vicino la realtà societaria, elemento chiave per la gestione della squadra.

La prima esperienza da mister risale al 1988 sulla panchina del Pisticci, all'epoca presieduto da Nino Michetti, in Promozione lucana dove si intravedono le potenzialità nel ruolo di tecnico; con i gialloble, dopo aver conquistato come giocatore-allenatore la promozione nel campionato Interregionale, contende nella stagione 1990-91 il primato nel girone proprio al Matera di Marcello Pasquino, che alla fine ha la meglio ottenendo la promozione in Serie C2. Nel suo palmarès vanno ricordati la vittoria del Torneo de canio allenatoreIntertoto con l’Udinese nel 2000 e il primo posto in Serie B con il Lecce del 2010. Tuttavia non bisogna dimenticare le salvezze ottenute in massima serie con il Genoa nel 2012, con il Lecce nel 2011, con il Siena per due anni consecutivi (2005 e 2006) e con la Reggina nel 2003.

Il primo successo ottenuto da De Canio come allenatore, però, non è un buon ricordo per i tifosi materani e risale al 1994-95: in uno storico spareggio promozione per la Serie C1, sulla panchina del Savoia, l’ex capitano biancazzurro infligge una cocente delusione alla squadra della sua città negando il ritorno del Matera al terzo livello del calcio italiano. Quando si torna sull'argomento emergono ancora oggi sentimenti contrastanti dalle parole dell'allenatore, diviso in quella circostanza tra la soddisfazione per la vittoria e la delusione per la sconfitta della squadra della propria città (cosa già accaduta nel 1987 in C2 quando, da calciatore, sconfisse il Matera con la maglia della Pro Italia Galatina). Circostanze che nel professionismo possono accadere e in qualche modo bisogna mettere in conto.

Comunque il tempo passa e le ferite si rimarginano: nel 2010 dopo la promozione in Serie A del Lecce e quella in Lega Pro Seconda Divisione del Matera, De Canio in qualità di allenatore della formazione salentina, ritorna al «XXI Settembre-Franco Salerno» per un'amichevole, terminata 3-2 per i giallorossi, tra le due squadre che festeggiano i successi nelle rispettive competizioni. In quel curioso incrocio ricordiamo che l'allenatore del Matera era il leccese Roberto Rizzo, che successivamente diventerà vice-allenatore proprio di De Canio ricoprendo il ruolo che era stato di Paolo Pavese, altra vecchia gloria biancazzurra e storico vice di De Canio, che da allora in poi ha continuato in altra veste la collaborazione tuttora in atto con il tecnico materano.