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salerno pasquino  
Mario Salerno insieme a moglie e figlia di Marcello Pasquino durante il memorial Pasquino del 2012. Fonte: Sassilive  

Dopo un triennio travagliato in Interregionale, condito da una fusione tra le due società calcistiche cittadine e una promozione sfumata all’ultima giornata, i tifosi del Matera nel 1990-91 possono di nuovo gioire. In città torna il calcio che conta che sembrava ormai diventato un tabù dopo la chiusura del ciclo Fibbiccì.

È la squadra dei record di Ristic, Caputo, Danza, Filidoro e gli altri atleti a disposizione del direttore d’orchestra Marcello Pasquino. Tuttavia nulla sarebbe stato possibile senza il lavoro nella cosiddetta stanza dei bottoni da parte del presidente Mario Salerno, del vicepresidente Carlo Marinaro e del diesse Mimmo Donato.

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Carlo Marinaro insieme a Mimmo Donato. Fonte: Sassilive

Mario Salerno, imprenditore di Miglionico e cugino diretto dell’ex presidente Franco, insieme a Carlo Marinaro, titolare di un’azienda materana di impianti elettrici, rilevano nella parte finale della stagione 1989-90 la società all’epoca presieduta da Lorenzo Marsilio, con l’obiettivo di riportarla il più velocemente possibile a livelli consoni per una piazza come Matera. Nel periodo di presidenza, Salerno acquista anche un’emittente televisiva materana, Tele Radio Lucana, mandando in onda varie trasmissioni sportive e alcune partite tra cui l’indimenticabile telecronaca del doppio spareggio promozione contro il Gangi, con l’apoteosi finale in terra siciliana.

Il duo si mette subito all’opera per costruire un nucleo di giocatori e staff tecnico di esperienza e grande serietà che porteranno in bacheca un campionato di serie D, un trofeo Jacinto (l’attuale scudetto di Serie D), una tranquilla salvezza in C2 nel campionato 1991-92 e un terzo posto nella stagione seguente, sufficiente a garantire il ripescaggio in C1.

 

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Marinaro, quarto da sinistra, alla presentazione del memorial Pasquino insieme a Renato Carpentieri, Vincenzo Selvaggi, Vincenzo Suriano, Mimmo De Lucia ed Emanuele Montemurro. Fonte: Sassilive

 La parentesi di Mario, a differenza di quella del cugino senatore, durerà poco, soltanto tre stagioni, tuttavia intense e ricche di gioie. In quel periodo infatti, vengono gettate le basi per quasi un decennio di soddisfazioni per i supporters biancazzurri. Il duo Salerno-Marinaro lascerà proprio alle soglie del terzo livello del calcio, passando la società a Giuseppe Scalera, per tornare a occuparsi esclusivamente delle rispettive attività imprenditoriali.