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Intervista a cura di Nicola Salerno

antonio la palmaLa giornata di campionato appena trascorsa, che ha visto riproporre dopo tanti anni il derby tra Matera e Lecce, ci ha dato l’occasione per fare una piacevole chiacchierata con un ex che ha lasciato ottimi ricordi in entrambe le città, Antonio La Palma. Brindisino, classe 1951, arrivò a Matera nel 1983 dopo una lunga carriera da difensore con le maglie di Napoli, con cui disputò 4 campionati di serie A, Brindisi, Lecce e Bari con le quali giocò in serie B; nella città dei Sassi si fermò due anni indossando la fascia da capitano, prima di appendere le scarpette al chiodo ed intraprendere la carriera da allenatore.

Antonio, partiamo dal derby tra le tue ex squadre. Stai seguendo le vicende di questo nuovo campionato di Lega Pro? Come vedi la stagione che è appena iniziata?

Certamente sto seguendo con grande attenzione le vicende del nuovo campionato e delle due squadre. Questa nuova Lega Pro riporta alla mente la vecchia serie C degli anni ’70 con squadre e piazze di grande livello che si davano battaglia e giocatori che si guadagnavano la pagnotta dando l’anima.

Sono felice che il Matera sia tornato in una categoria che la città merita, con una tifoseria all’altezza sia per numero che per competenza; l’entusiasmo che si è creato dalla scorsa stagione, con una nuova società, la promozione dalla serie D, lo stadio pieno, se vengono sfruttati nella maniera giusta possono essere l’arma in più di questa matricola e potrebbero anche ridurre o addirittura colmare il divario tecnico con le formazioni più attrezzate per il salto di categoria.

Il Lecce è una buona squadra, punterà certamente alla promozione ma deve sapersi calare nella mentalità della categoria, saper soffrire e non aver paura di sbagliare, sapendo gestire anche le pressioni di una piazza che per due anni ha soltanto sfiorato il ritorno in cadetteria ma senza riuscirci. Sarà un campionato avvincente e molto livellato.

Facendo un passo indietro nel tempo, sei arrivato a Matera nel 1983 dopo una carriera prestigiosa, ed hai trovato un ambiente ancora scosso dalla doppia retrocessione dalla B alla C2 avvenuta due anni prima. Che ricordo hai della tua biennale esperienza materana?

  apuzzo la palma sassanelli
  Apuzzo, La Palma e Sassanelli nel 1983

A Matera mi sono trovato benissimo. Il primo anno avevamo un’ottima squadra, allenata da Giannattasio e piena di giovanissimi materani provenienti dal vivaio che proprio in quell’anno furono lanciati, e che hanno in seguito avuto una brillante carriera calcistica: mi riferisco in particolare ad Incarbona, Innella, Bruno, Mancini, Adorisio, Tataranni, Rebesco. Iniziammo molto bene il campionato, eravamo nelle prime posizioni, poi però i soliti problemi economici rallentarono la nostra corsa e terminammo la stagione a metà classifica; il presidente non ci faceva mancare niente, ma era troppo solo e doveva far fronte a tutti gli impegni. L’anno successivo non riuscimmo a ripetere l’exploit dell’anno precedente, l’allenatore fu sostituito nel corso del campionato e finimmo la stagione in maniera peggiore rispetto alla stagione precedente, salvandoci comunque senza alcun patema.

Terminata la carriera da calciatore sei diventato allenatore, cosa fai oggi e come è cambiato il calcio moderno rispetto a trent’anni fa?

Sono tuttora allenatore e vado costantemente in giro a visionare giovani. Ai miei tempi i giovani dovevano farsi largo e dimostrare il loro valore prima di riuscire ad ottenere un contratto, e spesso all’inizio i contratti stessi erano da fame e comunque di durata annuale. Oggi si vedono ragazzi giovanissimi che arrivano dalle giovanili già con i procuratori, che a volte riescono a strappare anche contratti pluriennali prima ancora che i loro ragazzi abbiano fatto vedere quanto valgono. I giovani per crescere davvero hanno bisogno di dimostrare il loro talento solo e unicamente sul campo.

Per concludere, vuoi mandare un messaggio ai tifosi materani ed ai lettori di Materacalciostory?

Spero di aver lasciato un buon ricordo ed un buon segno nella città di Matera e negli sportivi materani. Come dicevo prima, ammiro molto la passione e l’attaccamento che sta dimostrando la tifoseria biancazzurra, è sempre un piacere vedere e sentire dei tifosi così calorosi; li invito a continuare a stare vicini ed a far sempre sentire alla squadra il loro sostegno.