Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

icona app

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to StumbleuponSubmit to TechnoratiSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Intervista a cura di Nicola Salerno

andres garroneAndres Garrone, uno dei primi tra i numerosi argentini che hanno indossato la maglia del Matera negli anni duemila; con i biancazzurri ha giocato nei due anni più importanti della presidenza Ripoli, sfiorando la promozione in C2 e mettendo a segno 15 reti.

Andres, a Matera hai trascorso i tuoi primi due anni in Italia, come è andata?

Sono due anni che ricordo con molto piacere, Matera è stato il primo impatto con l'Italia dopo aver giocato in Argentina e Colombia ed è sempre nei miei ricordi e nel mio cuore. Sono stato trattato molto bene, non conoscevo ancora benissimo la lingua italiana e mi aiutavano tutti ad imparare nuove parole in italiano ed anche in dialetto... Avevamo una bella società con il presidente Ripoli ed il secondo anno anche con Nicoletti, e furono allestite anche delle squadre molto competitive. Il primo anno iniziammo bene, poi la squadra fu cambiata parecchio a stagione in corso e terminammo al quarto posto. L'anno successivo avevamo uno squadrone, con Insanguine, Galeano, Neroni, Brandani, Fanfani, Di Giannatale, fino a metà campionato andammo benissimo alternandoci con il Melfi al comando della classifica, poi a gennaio subimmo tre sconfitte consecutive mentre il Melfi invece ne vinse tre di fila, ci fu anche l'invasione di campo nella gara contro il Trani e ci staccammo dalla vetta. Tuttavia riuscimmo a riprenderci e giungemmo allo scontro diretto a Melfi con 5 punti di distacco, ma la partita partì male con l'espulsione dopo pochi minuti e così dicemmo addio al primo posto. La seconda posizione in classifica ci portò ai play-off, ma perdemmo con il Rutigliano che poi fu ripescato e così purtroppo non riuscimmo a cogliere l'obiettivo della promozione in C2.

Prima di arrivare in Italia avevi giocato nel tuo Paese e vinto con la Nazionale argentina i campionati Mondiali Under 20.

A 15 anni sono andato a giocare nel Rosario Central, club importante e con un bel settore giovanile, ed ho esordito in serie A a 18 anni. Nel 1995 sono stato convocato dalla Nazionale Under 20 guidata da Pekerman (in seguito c.t. della Selección argentina a Germania 2006 ed attualmente c.t. della Nazionale colombiana) ai Mondiali in Qatar che abbiamo vinto. Io ho giocato tre partite ed ho segnato alla prima gara contro l'Olanda, e per me rappresentare il mio Paese in una competizione internazionale è stato un motivo di grande orgoglio. Dopo aver giocato in Argentina fino al 2000, sono passato in massima Divisione colombiana per un anno e dopo una breve esperienza in Portogallo sono arrivato in Italia.

Che legame hai con il nostro Paese, dove hai giocato per 12 anni?

andres garrone1Con l'Italia ho un grande legame, ho conosciuto tanti amici e sono stati dodici anni molto belli per me e per la mia famiglia. Dopo Matera ho giocato a Sapri e Cosenza e sono andato al Nord, in provincia di Brescia. A Rodengo Saiano abbiamo vinto un campionato di Serie D, dopo ho giocato a Darfo Boario, e poi in Eccellenza con l'Orsa di Corte Franca, sul lago d'Iseo, e con il Seriate in provincia di Bergamo. Peccato solo non essere arrivato un po' prima in Italia, dato che quando arrivai avevo già 25 anni, e quindi non essere riuscito a raggiungere traguardi più alti. Oggi sono tornato in Argentina ed ho ancora nel cuore un episodio particolare accaduto poco prima della mia partenza dall'Italia: eravamo a Roma insieme alla mia famiglia, e girammo per la città prima di prendere il volo per tornare a Buenos Aires. Decidemmo di andare in Vaticano e una volta arrivati a piazza San Pietro trovammo il grande presepe che raffigurava i Sassi di Matera. Ci siamo molto emozionati e commossi nel rivedere Matera, la prima città che mi aveva accolto in Italia e l'ultima che ci salutava prima di ripartire per l'Argentina.

L'attualità ci presenta uno scontro diretto tra Matera e Cosenza, due squadre in cui hai militato, vuoi fare un pronostico?

Anche a Cosenza mi sono trovato bene, ma per la prossima gara tifo Matera augurando alla città ogni bene e magari che possa riuscire a raggiungere i play-off. La città, oggi alla ribalta per il titolo di capitale europea della cultura, è bellissima e merita il palcoscenico della Serie B, che vi auguro di cuore. Mi auguro anche, magari riuscendo a guardare la partita su Rai International, di vedere lo stadio pieno come lo ricordo spesso ai miei tempi, ad esempio negli indimenticati derby contro il Potenza giocati durante le riprese del film “The Passion” di Mel Gibson con le grandi coreografie che li accompagnavano.

Andres ti ringraziamo per l'augurio e ricambiamo l'in bocca al lupo, quando torni in Italia naturalmente sei il benvenuto da noi.