icona app

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to StumbleuponSubmit to TechnoratiSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Intervista a cura di Nicola Salerno

fabio e daniele grassani  
Fabio Grassani in alto e Daniele in basso, compagni di squadra nel Matera 2006-07  

Fabio e Daniele Grassani, due fratelli materani veraci, classe 1986 il primo e 1987 il secondo, difensore centrale Fabio e terzino Daniele. Hanno giocato entrambi nel Matera nelle annate calcistiche 2006-07 e 2007-08; particolare menzione va data alla prima di queste due stagioni, in cui il Matera seppe distinguersi per una squadra giovane e fatta in casa guidata in panchina da Aldo Raimondi, che regalò diverse soddisfazioni ai tifosi di fede biancazzurra.

Cosa hai provato e che consiglio puoi dare ad un giovane materano che ha il sogno di vestire la maglia biancazzurra?

Fabio: Io sono partito dal settore giovanile a Matera, poi ho giocato in serie D con Bernalda, Rossanese e Noicattaro, ma già speravo di poter passare un giorno al Matera. Nel 2006 si è avverato il mio sogno, e il caso ha voluto che anche mio fratello Daniele tornasse a Matera nello stesso anno, lui proveniente dal Potenza. Giocare per la squadra della propria città è la cosa migliore a cui un ragazzo calciatore possa aspirare, inconsciamente dai quel qualcosa in più per quei colori che senti particolarmente tuoi. Per me poi è stato un doppio motivo di soddisfazione e felicità, giocare nel Matera insieme a mio fratello.

Daniele: Credo che tutti i giovani calciatori vorrebbero avere un'esperienza nella squadra della propria città, forse più ancora che in un grande club. Io sono stato fortunato oltre che bravo nel riuscire a soddisfare questo desiderio; ho voluto fortemente il Matera ed è stata una scelta di cuore, infatti ero di proprietà del Potenza che inizialmente mi diede in prestito al Matera e non mi voleva cedere, ma io preferii restare nella mia città anche a costo di scendere di categoria. Ai giovani di oggi dico che ci vuole tanto sacrificio, e che solo così si raggiungono i risultati e gli obiettivi: oggi credo che i giovani siano un po' meno abituati al sacrificio, hanno meno fame agonistica rispetto a noi, e invece non bisogna mai accontentarsi, soprattutto nel calcio.

Ci racconti i momenti più importanti della tua militanza calcistica nel Matera?

Fabio: Il primo anno, il 2006-07, è stato molto positivo, l'allenatore era Raimondi, con una parentesi di Maiuri, e partimmo alla grande. Nel girone di andata eravamo addirittura terzi, poi ci fu un calo fisiologico ma ci togliemmo molte soddisfazioni, giocando ottime partite contro le favorite del girone come Barletta, Noicattaro (che vinse il campionato) con cui pareggiammo una partita che meritavamo di vincere, Aversa che battemmo per 4-0, Brindisi. Eravamo una squadra molto giovane, diversi ragazzi erano di Matera, uno spogliatoio bellissimo. L'anno seguente le cose cambiarono in peggio, lo spogliatoio si divise in fazioni e ci furono tanti problemi, io non mi trovai affatto bene con il nuovo allenatore Ruisi, così decisi a malincuore di cambiare aria.

Daniele: Il primo anno è stato indubbiamente migliore sotto tutti gli aspetti, eravamo un gruppo di amici vero che riuscì, in primis con l'allenatore, a raggiungere la salvezza diretta, obiettivo tanto più difficile se consideriamo che quell'anno la soglia salvezza fu altissima, 45 punti rispetto ai 38 con cui spesso ci si salvava. Inizialmente nessuno ci credeva perchè eravamo una squadra giovanissima ma quel gruppo giocò per la maglia e per la città, anche i non materani. Nel secondo anno invece ci furono più problemi, il cambio di allenatore, di società, anche personalmente non fu una bella esperienza in quanto giocai solo all'inizio e poi fui accantonato per scelte non solo di natura tecnica. La squadra era nettamente superiore a quella del 2006-07 eppure si salvò solo ai play-out, nel doppio impegno contro il Quarto, segno che nel calcio non contano solo i numeri ma conta la voglia e la determinazione del gruppo.

Oggi giochi ancora a calcio, peraltro il duo dei fratelli Grassani si è nuovamente riunito questa volta con la maglia dello Sporting Matera.

Fabio: Negli anni successivi ho un po' mollato per via dello studio, infatti mi sono laureato in scienze motorie, ma comunque ho continuato a giocare a Pietragalla in Eccellenza lucana, e in Puglia a Laterza e Castellaneta, dove abbiamo vinto il campionato di Promozione. Quest'anno ho iniziato in Eccellenza lucana con il Real Metapontino, ma avendo aperto una palestra a settembre i miei nuovi impegni lavorativi non mi consentivano di spostarmi con regolarità a Policoro e sono passato allo Sporting Matera; qui ho ritrovato Daniele insieme a tanti altri materani come Alberto Marsico, che poi si è infortunato, Damiano Cappiello, Silvio Salerno, Davide Farinola e diversi altri. Nella prossima giornata di campionato abbiamo una partita decisiva ma se manteniamo i dieci punti di vantaggio sulla terzultima riusciamo a salvarci senza ricorrere ai play-out.

Daniele: Non mi posso lamentare degli anni successivi, sono rimasto sempre soddisfatto tranne un anno sfortunato a Castellaneta in cui con Fabio subimmo un incidente stradale e sono stato fermo per tre mesi. Quest'anno con lo Sporting abbiamo una squadra di amici, ci conosciamo da anni e sembra essere tornati bambini quando ci divertivamo a giocare in un cortile. Puntiamo all'obiettivo della salvezza, che speriamo di poter raggiungere vincendo la prossima gara, in un campionato importante quale l'Eccellenza lucana, ma credo che dipenderà tutto da noi; il massimo campionato lucano ultimamente ha acquistato valore e si è livellato, non c'è più la squadra ammazzacampionato e nemmeno la squadra materasso, e non ci sono partite facili ma nemmeno impossibili, tanto che abbiamo vinto anche contro il Lagonegro che era prima in classifica.

Concludiamo con un pronostico su questa parte finale di campionato del Matera Calcio?

Fabio: Spero di rivedere il vero Matera che abbiamo visto fino a dicembre, io credo che nei play-off si possa tornare a giocare a quei livelli, e se ritorna il vero Matera può giocarsela senz'altro al pari delle avversarie, anzi può essere tra le favorite in assoluto. Parlo non solo da tifoso, ma perchè sono convinto che il Matera che abbiamo visto nel girone di andata è in grado di battere anche avversarie attrezzate come il Parma e le altre che daranno battaglia nei play-off.

Daniele: Come in tutti i materani c'è un po' di amarezza perchè dopo il girone di andata c'eravamo illusi che il Matera fosse la squadra più forte. Invece in Lega Pro ci sono squadre molto attrezzate come Foggia, Lecce, Juve Stabia, e dunque non è stato facile riuscire a mantenere il primato. Ora c'è un obiettivo immediato che è la Coppa Italia, comunque un trofeo importante che ci si può giocare alla pari contro il Venezia, altra squadra molto forte che ha praticamente vinto il suo girone ma contro cui il Matera può essere di pari livello.

Salutando Fabio e Daniele, attendiamo con fiducia i prossimi responsi e naturalmente auguriamo alle materane Matera Calcio e Sporting di centrare i propri rispettivi obiettivi!