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A cura di Fabio Venezia, Francesco Salerno e Nicola Salerno

logo catanzaroGLI AVVERSARI - I numeri sono finora impietosi per il Catanzaro: appena cinque i punti conquistati, cinque i gol messi a segno e ben dodici quelli al passivo. Una sola vittoria (in casa contro il Martina), due pareggi (nel derby contro il Cosenza e a Foggia) e cinque sconfitte, due delle quali tra le mura amiche per mano di Casertana e Juve Stabia. Un ruolino di marcia preoccupante che ha costretto nei giorni scorsi la società giallorossa a sollevare dall’incarico D’Urso, affidando la panchina ad Alessandro Erra. Un allenatore che i tifosi biancoazzurri conoscono molto bene, avendo concesso al Matera negli ultimi due anni appena 3 punti in quattro gare con Gelbison in D e Vigor Lamezia l’anno scorso. Prevedibile che il neo tecnico calabrese opti per il 4-3-3, modulo con il quale ha sempre schierato la Vigor nella passata stagione.

Tra i pali si sono finora alternati Tommaso Scuffia, nella passata stagione tredici apparizioni tra Catanzaro e Lecce, e Matteo Grandi, classe ’92 prelevato in estate dal Bassano. In difesa i centrali a disposizione sono il 30enne Davide Moi, ex Vigor, il riconfermato Alessandro Orchi, l’ex Pistoiese Luca Ricci e Giusto Priola, protagonista l’anno scorso a Bassano. A destra l’ex di turno Alessandro Bernardi e l’esperto Domenico Giampà mentre a sinistra scontata la presenza di Tommaso Squillace.

In mezzo al campo in lizza per tre maglie da titolare Francesco Agnello, l’anno scorso a Melfi, Mattia Maita, prelevato dalla Reggina, l’interno sinistro Giovanni Foresta, in prestito dal Crotone ed il talentuoso fantasista Riccardo Taddei, ex tra le altre di Cremonese, Brescia, Triestina, Rimini e Alessandria. In avanti il riconfermato esterno destro Leonardo Mancuso, il nigeriano Agodirin (9 gol negli ultimi due anni a Caserta), Cristiano Ingretolli, reduce da una stagione tra alti e bassi a Barletta, ed il bomber Andrea Razzitti, già a quota tre reti in stagione.

LO STADIO - Un’altra trasferta in Calabria attende l’undici biancazzurro dopo quella di Cosenza: ad ospitare il Matera stavolta sarà lo stadio Nicola Ceravolo di Catanzaro. La casa dei giallorossi è intitolata al presidente del club a cui sono legati i più bei ricordi calcistici cittadini e sotto la cui gestione le “aquile” raggiunsero i massimi livelli conquistando due finali di Coppa Italia e collezionando diversi campionati in massima serie. Al dirigente è stata addirittura costruita una statua nei pressi della curva ovest.

Costruito negli anni venti e inizialmente conosciuto come “stadio militare”, l’impianto conta 14650 posti a sedere suddivisi in tribuna coperta, due settori “distinti”, settore ospiti e la curva ovest intitolata a Massimo Capraro, tifoso scomparso in un incidente stradale nel 1996. Stadio a pianta ovale e manto erboso naturale, negli anni d’oro in cui il Catanzaro disputava campionati di Serie A e B la capienza giunse a toccare l’invidiabile quota di 30mila posti, ridotti col passare degli anni di pari passo con il declino sportivo del club.

La nuova promozione in Serie B di metà anni duemila è coincisa con lavori di ammodernamento vanificati poi da un lento e inesorabile declino che ha raggiunto il punto più basso nella stagione di Lega Pro 2010-11, quando i giallorossi furono costretti a disputare le gare interne a porte chiuse per gravi inadempienze della struttura. Tuttavia con il ritorno della squadra in Serie C la situazione è sembrata mutare progressivamente e nel 2014 è definitivamente ripartito l’iter che riporterà il Ceravolo ai vecchi fasti.

I PRECEDENTI – In Calabria sono complessivamente sette le partite di campionato giocate tra giallorossi e biancazzurri, con un bilancio in perfetta parità: 2 vittorie del Catanzaro, 2 del Matera e 3 pareggi.

Il primo confronto risale al campionato di Serie C2 1991-92, quando il Matera di Pasquino fu sconfitto con il punteggio di 2-1 con reti di Vinci e Mollica per i padroni di casa e Pugliese per gli ospiti. L'anno successivo i biancazzurri espugnarono il Ceravolo grazie ad una gran botta su punizione di Piero Caputo a cinque minuti dal termine; la vittoria consentì al Matera di raggiungere la Leonzio al secondo posto in classifica quando mancavano due giornate dalla fine del campionato, ma il successivo pareggio interno contro il Bisceglie e la sconfitta di Molfetta consegnarono la promozione diretta ai siciliani, mentre i lucani giunti al terzo posto furono comunque ripescati in C1 durante l'estate.

Nel 1994-95 la sfida in terra calabrese terminò in parità con reti di Falaguerra per il Matera e Navone per il Catanzaro, e l'anno successivo il punteggio fu identico con il vantaggio materano ad opera di Zian ed il pareggio di Di Baia. Nel 1996-97 furono invece i padroni di casa ad uscire vittoriosi grazie alla rete di De Luca.

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  Campionato 2014-15: il gol del momentaneo pareggio segnato da Letizia.

Pareggio a reti bianche nel 2010-11 quando i ragazzi di Cadregari non riuscirono a prevalere su un Catanzaro fanalino di coda ed imbottito di giovani, ed infine nello scorso campionato di Lega Pro 2014-15 il Matera colse la sua seconda vittoria esterna consecutiva (dopo Messina) battendo il Catanzaro per 2-1; vantaggio di Russotto su rigore per i padroni di casa, pareggio a fine primo tempo con Letizia che deviò leggermente un colpo di testa di Mucciante (tanto che diverse fonti giornalistiche assegnarono la rete al difensore abruzzese), e rocambolesco gol vittoria di Di Noia al 94' che riuscì a ribattere in rete al terzo tentativo la doppia respinta del portiere prima sul rigore calciato da Letizia e poi sulla ribattuta dello stesso attaccante materano.

 

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