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Campionato Serie C girone C 1976-77 - 15ª giornata - 19 dicembre 1976

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  Le due squadre prima dell'incontro. In piedi: Petruzzelli (M), Ferioli (B), Maldera II (B), Righi (M), Consonni (B), Frappampina (B), Sassanelli (M), Penzo (B), Picat Re (M), Generoso (M), Zurlini (M), Punziano (B). Accosciati: Gambini (M), De Canio (M), Materazzi (B), Asnicar (B), Sigarini (B), Scarrone (B), D'Angelo (B), Chimenti (M), Casiraghi (M), Leonardis (M).

MATERA - BARI 2-2

MATERA: Casiraghi, Generoso, De Canio, Leonardis (46’ Aprile), Petruzzelli, Zurlini, Picat Re, Gambini, Sassanelli, Righi, Chimenti. A disposizione: Antezza, Chisena. All. Zurlini.

BARI: Ferioli, Maldera II, Frappampina, Materazzi, Punziano, Consonni, Scarrone, Sigarini, Penzo, D’Angelo, Asnicar. A disposizione: Vitolo, Biloni, Agresti. All. Losi.

Reti: 52’ Chimenti (M), 70’ Sigarini (B), 72’ Penzo (B), 85’ Petruzzelli (M).

Arbitro: Ballarini di La Spezia.

Note: spettatori seimila circa.

A cura di Francesco Salerno

Il derby appulo-lucano è stato segnato sin dagli anni Settanta da un’atmosfera di cordialità e collaborazione fuori dal campo vista l’amicizia dei due presidenti Angelo De Palo, il "professore", e Franco Salerno, il "senatore", un rapporto suggellato qualche anno più tardi anche da un gemellaggio tra le due tifoserie. Piuttosto celebre la collaborazione tra i due presidenti con numerosi calciatori del Bari che venivano prestati al Matera e valorizzati dal club biancazzurro senza contare i numerosi giocatori che venivano scartati dalla società pugliese e girati nella Città dei Sassi dove tornavano ad essere top players.

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Altra inquadratura delle squadre schierate insieme: in quel periodo era una simpatica consuetudine soprattutto prima dei derby o degli incontri di cartello immortalare le squadre insieme a centrocampo prima del fischio di inizio.  

La sfida tra Matera e Bari del 1976-77 vede impegnate in campo due formazioni che navigano in acque molto diverse. I lucani stanno lottando con grinta per evitare la retrocessione mentre i pugliesi veleggiano verso la promozione in B, che otterranno a fine stagione con sei punti di vantaggio sulla Paganese, con lo scatto decisivo avvenuto a sei giornate dal termine grazie alla vittoria proprio del Matera sui campani. La compagine dell’ex bandiera della Roma Giacomo Losi cerca pertanto il successo al XXI Settembre per scavare il cosiddetto solco con le inseguitrici.

I valori in campo sono indiscutibili, il Bari è un vero e proprio squadrone che vanta tra le sue fila calciatori del calibro di Attilio Maldera (detto Maldera II, fratello minore di Luigi e maggiore del terzino sinistro del Milan e poi della Roma Aldo), Angelo Frappampina, Beppe Materazzi (padre di Marco e successivamente noto allenatore), Domenico Penzo attaccante che in seguito militerà anche nella Juve e Tonino D'Angelo centrocampista morto nel 1980 in un incidente stradale a cui è intitolato lo stadio della sua città Altamura. Il Matera risponde con una formazione di giovani di talento, tra cui il diciannovenne locale De Canio, e molti calciatori originari proprio di Bari come Chimenti, Generoso, Sassanelli senza contare Petruzzelli di Andria (all’epoca in provincia di Bari). A testimonianza della validità dell’undici dell’allenatore-giocatore Zurlini, il dato che sei undicesimi di quella squadra sarebbe stato in campo a Lucca per la promozione in serie B del 1979 (se consideriamo l'ingresso di Aprile al 46', nella ripresa arriviamo a sette undicesimi della squadra di Lucca).

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  Chimenti, non inquadrato, ha appena scagliato la gran botta che trafigge Ferioli.

Dopo una prima frazione senza grosse emozioni, i fuochi d’artificio sono tutti nel secondo tempo. Al settimo Chimenti servito da Righi mette la palla in rete con uno dei suoi bolidi. La rete è convalidata nonostante le proteste dei giocatori del Bari per un presunto fuorigioco di Picat Re ma l’arbitro dissipa ogni protesta.

La reazione del Bari è veemente, Sigarini servito da D’Angelo colpisce il palo, Zurlini poi riesce a deviare una conclusione di Scarrone a botta sicura. La rete è nell’aria: al minuto venticinque Asnicar serve Sigarini che fa partire un missile imprendibile per Casiraghi. Due giri di orologio dopo il risultato è ribaltato: Penzo servito da D’Angelo batte Casiraghi con un’altra conclusione imparabile.

Sembra finita ma le risorse del Matera non sono esaurite. La squadra di Zurlini si lancia in attacco senza nulla da perdere e, dopo un presunto fallo in area su Chimenti non ravvisato dall’arbitro, a cinque minuti dalla fine ottiene il pareggio su mischia con Petruzzelli a risolvere il caos in area di rigore con una conclusione decisiva.

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Tagliando di accesso alla gara. Foto di archivio di Massimo Longo.  

La partita finisce qui, i seimila tifosi sugli spalti (allora la capienza dell’impianto materano era ridotta alla gradinata ancora in tubi innocenti e una tribuna più piccola dell’attuale) esultano soddisfatti per il grande spettacolo visto nella ripresa e per un punto conquistato contro una formazione da categoria superiore come il Bari, un punto che risulterà decisivo per la salvezza. Anche i tifosi pugliesi possono tornare a casa consapevoli del fatto che un pareggio esterno con questo Matera non è certo un risultato da buttare via nemmeno per la prima della classe.

Una partita finita nell’album dei ricordi di entrambi i club dato che sarà anche l’ultimo derby appulo-lucano giocato nella città dei Sassi per il presidente barese De Palo, morto improvvisamente nell’estate del 1977.

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L'undici biancazzurro. In piedi: Chimenti, Righi, Picat Re, Zurlini, Petruzzelli. Accosciati: Gambini, Leonardis, Generoso, Casiraghi, De Canio, Sassanelli.