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A cura di Francesco Salerno, fotografie di archivio

  esultanza chimenti e cassano
  Chimenti e Cassano esultano dopo il primo gol. Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

La retrocessione in serie D del campionato 1974-75 fu accolta senza drammi dal Matera. Fu un punto di svolta: si chiuse un ciclo e si lavorò per aprirne un altro, il più ricco di successi della storia biancazzurra che sarebbe culminato qualche anno dopo con la promozione in serie B.

Salutò lo storico allenatore Ruggero Salar (il mister che sette anni prima aveva portato per la prima volta il bue in serie C) e il presidente Salerno affidò la squadra all'allenatore-giocatore Mario Zurlini alla prima esperienza come trainer ma reduce da una grande carriera in campo, in particolare un decennio ai massimi livelli nella difesa del Napoli conclusosi con il terzo posto in serie A nella stagione 1973-74.

La campagna di rafforzamento estivo della società biancazzurra fu sontuosa con il ritorno di Vito Chimenti e Francesco Coppola dalla Salernitana a cui si aggiunsero gli acquisti di Aprile dal Bitonto, Busilacchi dal Fasano, Generoso e Cassano dal Bari. Il campionato si aprì con un solo punto in tre partite ma, una volta trovata la quadratura del cerchio, una serie impressionante di risultati utili consecutivi proiettarono il Matera verso le prime posizioni, tanto da giocarsi all'ultima giornata contro il Grottaglie la promozione diretta in una sfida a distanza col Lanciano impegnato contro il Nardò.

Matera - Stadio «XXI Settembre» - 30 maggio 1976

MATERA - GROTTAGLIE 2-0

Reti: 16' e 27' Cassano

MATERA: Casiraghi, Generoso, Vellani, Zurlini, Mamilovic, Gambini, Picat Re (60' Chisena), Cassano, Aprile, De Giglio, Chimenti. A disposizione: Antezza, Rota. All. Zurlini.

GROTTAGLIE: Angi, Rodio, Faggianelli, Orlando, Bagni, Altamura, Esposito I, Esposito II, Iannello, Anastasia (51' Aquaro), Coda. A disposizione: Di Mola, Bellan. All. De Monaco.

invasione campo  
La festosa invasione di campo finale. Fonte: Matera notizie  

La partita decisiva si disputa con il favore del fattore campo, l'obiettivo della squadra di Zurlini è battere il Grottaglie, sperando che il Lanciano non vinca a Nardò, per evitare lo spareggio. Gli ospiti sono alla disperata ricerca di punti per la salvezza ma il Matera non può fare sconti: in caso di arrivo a pari punti con i diretti concorrenti la migliore differenza reti negli scontri diretti (una vittoria per 3 a 1 e una sconfitta per 2 a 1) non conta ai fini della graduatoria finale. Difficile sperare in un passo falso degli abruzzesi che già un anno prima hanno visto sfumare la promozione all'ultima giornata in un testa a testa contro il Campobasso.

Allo stracolmo XXI Settembre si respira un'atmosfera carica di speranze e aspettative, a stemperare la tensione ci pensa la presenza sugli spalti del popolare “Serafino”, un pittoresco tifoso che negli anni Settanta frequentava gli stadi di tutta Italia per portare fortuna alle squadre in campo in particolari partite e competizioni.

  festeggiamenti gambini serafino
  Il popolare Serafino insieme a Gambini. Fonte: libro "Con il Matera nel cuore"

Curiosità: ad arbitrare l'incontro il signor Magni di Bergamo, il fischietto che avrebbe diretto qualche anno dopo il vittorioso esordio casalingo in B del Matera contro il Taranto. Un segno del destino?

La cronaca. Dopo una prima fase di studio i biancazzurri lucani partono all'attacco andando vicino al gol con Chimenti, lesto ad approfittare di un errore in fase di appoggio del difensore avversario Altamura ma sfortunato nella conclusione a rete. Il Matera va all'assalto con un ritmo tambureggiante: nel giro di pochi minuti ci prova prima Aprile con un colpo di testa che finisce a lato e poi ancora lo scatenato Chimenti con un bolide dalla grande distanza respinto a fatica dal portiere abruzzese Angi.

La rete è nell'aria e parte proprio da una inizitiva sulla fascia del solito Chimenti che mette al centro per l'incornata di Aprile, l'estremo difensore Angi si salva come può ma Cassano raccoglie la palla respinta e sigla la rete del vantaggio. Passano pochi minuti e il Matera fa il bis: ancora una volta l'azione parte dalla fascia, stavolta dai piedi di Aprile, e sugli sviluppi del traversone Cassano mette dentro nonostante l'equilibrio precario e la marcatura stretta e al limite del fallo di Altamura. Doppietta per l'attaccante originario di Bari e festa sugli spalti di un XXI Settembre che comincia a mettere da parte le scaramanzie e a pensare già alla festa promozione.

Il Grottaglie da parte sua non vuole retrocedere senza almeno provare a lottare e si fa vivo dalle parti di Casiraghi in due occasioni: poco dopo la mezz'ora Coda devia al volo una punizione di Iannello e colpisce la parte esterna del palo e sul finire del primo tempo Esposito II viene fermato in uscita bassa dal portiere biancazzurro battuto solo venti volte in tutta la stagione.

rosa completa  
L'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno con l'elenco di tutti i protagonisti  

Si va al riposo sul risultato “all'inglese” e Zurlini negli spogliatoi può pensare alla gestione di un vantaggio che sembra cospicuo anche a fronte di quanto prodotto dagli avversari nel corso dei primi quarantacinque minuti di gioco: troppo poco per impensierire la difesa granitica guidata dal capitano Franco Mamilovic.

Nella ripresa il gran caldo gioca a favore dei biancazzurri che abbassano il ritmo non concedendo praticamente più niente al Grottaglie. Tra gli episodi da segnalare della ripresa una rete mancata per un soffio da Chisena (subentrato a Picat Re) e il memorabile gol fantasma di Chimenti: una conclusione dello scatenato attaccante su calcio d'angolo battuto da Cassano che finisce in porta ma esce da una smagliatura della rete. L'arbitro non concede il punto in favore del Matera ma semplice calcio d'angolo per deviazione del portiere. Poco importa ai fini del risultato e delle statistiche (Chimenti capocannoniere con diciassette reti in trentuno incontri) anzi, l'episodio negli anni seguenti farà solo aumentare l'alone leggendario attorno alla squadra biancazzurra targata 1975-76.

La partita finisce con le orecchie incollate alle radioline aspettando il risultato finale di Nardò-Lanciano, e con il tripudio del pubblico materano alla notizia del pari; dopo solo un anno la squadra di Franco Salerno è nuovamente in serie C, “io le promesse le mantengo: avevo pronosticato un ritorno immediato in serie C e così è stato”, le parole del presidente biancazzurro. Anche il mister Zurlini è compiaciuto: “una soddisfazione doppia perché conquistata nelle vesti di allenatore e giocatore” (un doppio ruolo confermato anche per il campionato seguente, ndr).

Sugli spalti del XXI Settembre la festa comincia e in un certo senso proseguirà per altri tre anni: sei elementi di questo Matera avrebbero conquistato nel 1978-79 la promozione in serie B. Le radici di un futuro radioso sono state piantate.

 

2014-04-19 16.18.25-1
La coppa della Lega Nazionale Semiprofessionisti per la vittoria del campionato