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Sono passati esattamente sessantuno anni da quando il Materacalcio, non presentandosi in campo alla tredicesima giornata del campionato di IV Serie 1957-58 contro il Campobasso, subì la sconfitta per 2-0 (all'epoca quello era il risultato a tavolino); il campionato proseguì con un'ulteriore rinuncia, nella successiva trasferta a Torremaggiore, e poi fu schierata una squadra di fortuna che terminò la stagione collezionando sconfitte. Di questo unico precedente storico di mancata presentazione in campo del Matera prima di oggi, vogliamo pubblicare la lettera aperta dei calciatori agli sportivi materani, pubblicata sul Giornale d'Italia; ognuno di noi si soffermi a cogliere le analogie per capire come la storia, se conosciuta e studiata, potrebbe e dovrebbe essere sempre da insegnamento per evitare di ripetere gli stessi errori...

  1957-58 lettera giocatori
  Lo stralcio della lettera pubblicata sul Giornale d'Italia

«Sportivi materani, lo scopo che ci spinge a scrivere è di rendere note a voi tutti le ragioni che ci hanno indotti a disertare, domenica scorsa, il terreno di gioco. Non vi nascondiamo che per noi giocatori è motivo di pena stendere queste note che, purtroppo, dovranno mettere in luce manchevolezze, disinteresse ed assenteismi a noi certo non addebitabili! E' ragione di rincrescimento e di pena perchè, mentre è ben lontano dal nostro spirito di fare appunti alla gente meridionale, da buoni sportivi siamo i primi a soffrire che una gloriosa società, qual'è la vostra, abbia potuto comportarsi come ha fatto. Tuttavia è assolutamente necessario che parliamo perchè è necessario informare e convincere quelli che non sanno della giustezza del nostro atteggiamento e metterli in grado di stabilire su chi ricadono le responsabilità della disastrosa situazione della Matera Calcio. Da tre mesi e più (per rammentare le tante disavventure patite lo scorso anno) non abbiamo fatto che subire torti, umiliazioni e offese; perchè, mentre ci si è lasciati senza una lira, pur sapendosi che parecchi di noi, anzi quasi tutti, eravamo lontani dalle nostre famiglie e costretti a far professione del gioco, ci si è esposti in campo alle imbeccate e ai dileggi del pubblico, e per strada alla sua derisione. Il pubblico, ignaro dei nostri patemi d'animo, delle nostre sofferenze e dei nostri bisogni, reclamava il bel gioco, le vittorie, i due punti! Ma come potevamo offrire brillanti prestazioni e soddisfacenti risultati se il nostro morale era a pezzi e non si aveva da soddisfare alle più elementari esigenze della vita? E' forse a conoscenza il pubblico materano che, malgrado gli affaticanti allenamenti quotidiani e le dure partite domenicali, per oltre due mesi noi giocatori non abbiamo potuto far colazione al mattino? E' forse a conoscenza il pubblico che un giorno siamo stati persino senza pranzare e che alla vigilia di Natale e di Capodanno siamo stati fin nell'impossibilità di acquistare una bottiglia di spumante per farci coraggio e brindare a diversa fortuna? Nonostante tutto però, e facendoci anche carico di difficoltà che, con un poco di buon volere, avrebbero potuto essere superate da quelli, indistintamente, cui fosse stato veramente a cuore il nostro sodalizio, abbiamo continuato a scendere in campo per far onore alla squadra e, con la squadra, al paese. Segretamente sperando, poi, che la dimostrazione di tanta arrendevolezza e tanta abnegazione, avrebbe potuto essere di sprone alle Autorità, agli sportivi, ai benestanti, a venirci incontro. Vana speranza! Tempo fa ci offrimmo di andare noi stessi in giro per una sottoscrizione e poi ancora ci offrimmo di ripetere il giro allo scopo di vendere il maggior numero di biglietti allo stadio. Vi furono delle opposizioni e non se ne fece nulla. Tentammo di avvicinare le Autorità locali, ma i tentativi presso il segretario comunale e presso il capo di gabinetto della Prefettura fallirono miseramente. Una promessa di intervento a lunga scadenza (maggio) ci fu data dall'Amministrazione Provinciale, ma da maggio ci dividono ancora ben quattro mesi. Più volte, per il nostro comprensibile stato di esasperazione, siamo stati sul punto di non presentarci agli allenamenti; più volte siamo stati addirittura sul punto di non scendere in campo. Senonchè, sia per il nostro attaccamento al sodalizio, sia per le continue e calde preghiere del nostro ottimo allenatore, sig. Umberto Zanolla, e dovremmo pur dire per nostra debolezza, desistemmo dal proposito. Non senza, peraltro, reclamare alla Federazione Italiana Gioco Calcio e alla Lega di IV Serie, la quale ultima ci autorizzò, previo preavviso da darsi alla società di sospendere ogni nostra attività qualora, entro cinque giorni dal detto preavviso, non fossimo stati soddisfatti delle nostre spettanze. Le quali, e pur questo va ben detto, ammontavano, come ammontano, per alcuni di noi a L. 100.000, per altri a L. 200.000 e per altri a somme superiori. Il termine decorse senza essere soddisfatti nemmeno parzialmente e perciò fummo costretti a disertare, domenica scorsa, il campo di gioco. Quelli di cui sopra i fatti. Giudicate ora voi, sportivi materani, la nostra condotta. Firmato: i giocatori dell'A.S. Matera-Calcio»