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salarRuggero Salar è entrato nella storia del Matera e degli almanacchi del calcio, oltre che per i suoi trascorsi da calciatore, per aver portato, per la prima volta, la formazione della Città dei Sassi in Serie C.

Il suo nome infatti è indissolubilmente legato alla stagione 1967-68 quando il presidente Franco Salerno lo chiamò a guidare una rosa dalle grandi potenzialità con elementi quali, tra gli altri, Mayer, Rosa, Carella, Chiricallo e il bomber Busilacchi solo per citarne alcuni.

Friulano dal carattere focoso, riusciva a improntare il proprio gioco su atletismo spinto e coesione tra gli interpreti del suo modulo. Ai tempi in cui sedeva sulla panchina della Lucchese affrontò da solo una quarantina di tifosi inferociti per la sconfitta nel derby con il Viareggio che volevano aggredire la squadra.

Il tecnico giunge al XXI Settembre con un buon curriculum in Serie C con Treviso e Mestrina e in Serie D con la Lucchese e mette subito a frutto la sua esperienza macinando punti e giungendo a fine campionato con un bilancio che non ha bisogno di commenti: due sole sconfitte, dieci reti subite e cinquantanove messe a segno con alcuni risultati roboanti come il quattro a zero alla Juve Stabia, il tre a zero al Benevento e il cinque a zero all’Acerrana.

La conferma per la stagione successiva è scontata. L’allenatore ha a disposizione un gruppo ben rodato e per il nuovo campionato non ci sono timori reverenziali: basta qualche innesto, come Bertoia e Loprieno, a raggiungere la salvezza senza patemi.

Lascia Matera dopo un biennio d’oro e passa alla Turris, in Serie D, dove solo per colpa di una penalizzazione in classifica non ottiene una nuova promozione nel terzo campionato nazionale.

Nel prosieguo della carriera sono degne di nota le esperienze a Lucca e (di nuovo) a Viareggio, prima del ritorno a Matera nel 1974-75. Stavolta l’esperienza di Salar al XXI Settembre non è fortunata come le precedenti e si conclude con una retrocessione in Serie D che coincide anche con la fine del ciclo del tecnico friulano che abbandona la carriera professionistica per chiudere la sua parentesi nel calcio nei campionati regionali veneti.

salar salerno
Salar insieme a Franco Salerno durante i festeggiamenti per la promozione in Serie C nel 1968.

Nonostante il risultato finale, nella sua ultima stagione in biancazzurro, Salar ha il merito di lanciare elementi come De Canio e Casiraghi che diventeranno pilastri fondamentali del Matera nelle stagioni seguenti.

Prima di diventare allenatore Salar era stato un calciatore di primissimo piano nel panorama nazionale raccogliendo sessantuno presenze con la maglia della Roma nel secondo dopoguerra nel biennio 1945-47. Classe 1918, mediano roccioso grazie al suo fisico possente, esordì diciottenne nel Taranto in Serie B nel 1935 restando nella città dei due mari per tre stagioni condite da una promozione in cadetteria nel ’37.

Guadagnatosi la chiamata dalla Triestina in massima serie, diventò un pilastro del club alabardato per sei stagioni, una felice parentesi interrotta solo per cause belliche nel 1944-45.

Clicca qui per guardare la scheda di Salar da allenatore del Matera