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Intervista a cura di Nicola Salerno

angelino gianni rivera
Un diciottenne Angelino con il tricolore juniores vinto con la Gianni Rivera

Ospite di turno del nostro portale è Angelo Angelino, un altro materano fedelissimo della casacca biancazzurra, da lui indossata per più di 140 volte in otto campionati tra il 1972 e il 1982.

 

Angelo, partiamo dai tuoi primi passi sul rettangolo di gioco.

Ho iniziato a giocare a calcio nelle giovanili della Gianni Rivera, formazione materana particolarmente attenta al vivaio con cui tra l’altro vincemmo il titolo italiano della categoria Juniores nel 1972. Subito dopo passai al Matera, con cui giocai il mio primo campionato di Serie C nella stagione 1972-73; Mancinelli, allenatore dei biancazzurri quell’anno, mi volle con sé nella stagione successiva a Potenza, dove ho giocato per un anno. Dopo aver fatto il servizio militare nella Compagnia Atleti della Cecchignola a Roma, tornai a vestire la maglia biancazzurra.

Quali sono i tuoi ricordi più belli dell’esperienza con il Matera?

Certamente il mio ricordo più bello è stato l’aver avuto un grande presidente come Ciccio Salerno, una persona dal grande spessore umano che non potrò mai dimenticare: per me è stato un secondo padre, mi ha sempre trattato come un figlio. Quando il Matera mi acquistò dalla Gianni Rivera ero molto magro, e lui mi disse che mi avrebbe preso a condizione che andassi a mangiare al ristorante per rinforzarmi fisicamente; e così, pur giocando nella mia città, andavo con i compagni a mangiare al ristorante Moro. Lui era così con tutti, ci tirava le orecchie ma ci voleva bene come si fa con i figli, quegli anni sono stati per me un’avventura meravigliosa.

angelinoA livello sportivo poi, indimenticabile fu la promozione in Serie B: all’inizio ci credeva solo lui, il presidente, è stato veramente straordinario, avevamo una buona squadra ma solo con il passare delle giornate ci siamo resi conto che ce la potevamo fare. Partimmo senza grandi obiettivi, ma nel girone di ritorno, soprattutto dopo alcune fondamentali vittorie in trasferta, abbiamo capito che il traguardo era raggiungibile. E poi con quell’entusiasmo contagioso che si respirava in città, fu impossibile fallire.

Anche per me fu una grandissima soddisfazione: in quel campionato, dopo l’infortunio di Diego Giannattasio, mister Dibenedetto consultò i miei compagni per tastare il polso della situazione e capire chi era il sostituto più adatto. Fui individuato io, e in particolare Casiraghi disse che con me si sentiva al sicuro. Diventai così il libero titolare del Matera che vinse il campionato 1978-79.

Cosa ha rappresentato per te giocare per la squadra della tua città?

E’ stato un grande onore e un grande impegno. Non è mai facile giocare nella propria città, si avverte ancora di più la pressione, ma io avevo carattere e non mi sono mai fatto influenzare negativamente dalle pressioni. E poi vincere nella propria città è una doppia soddisfazione.

Cosa hai fatto al termine della tua carriera?

Dopo Matera ho giocato a Massafra e Policoro prima di smettere. Lasciato il calcio giocato, sono tornato con i rossoneri del Pro Matera, dove ho fatto il direttore sportivo.

Segui il calcio ed il Matera oggi? Che messaggio vuoi mandare ai tifosi materani?

Il calcio odierno lo seguo a distanza; per chi come me ha giocato più di trent’anni fa, vedere il calcio così diverso rispetto a quello di una volta fa perdere un po’ di entusiasmo. Tanto di cappello però a chi gestisce oggi, comunque non è facile portare avanti una società di calcio.

Ai tifosi materani dico una sola cosa: abbiate fede in questo Matera, state tranquilli perché se si ha pazienza e fiducia, con questa società si può andare lontano. Matera ha trovato un presidente tifoso, un appassionato, l’impatto con la Lega Pro non è facile perché è un campionato molto duro ma già quest’anno la squadra sta fornendo ottime prestazioni. Lo dico oggi, Columella ci porterà in Serie B: ci sono tutti i presupposti, pubblico numeroso, tifo spettacolare, Matera merita la B e Columella lo ha capito e per questo ha deciso di investire su Matera. Abbiamo un bel giocattolo, vedrete che se si saprà essere pazienti e tranquilli nei momenti più difficili, le soddisfazioni non mancheranno!

 

Incrociamo le dita e salutiamo affettuosamente Angelo, difensore caparbio che non mollava mai e che la Serie B l’ha conquistata sul campo, augurandoci che le sue previsioni siano azzeccate.