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Intervista a cura di Nicola Salerno

luca piochiLuca Piochi, velocissima ala di scuola Lazio, approdò a Matera nel corso del campionato 1981-82 vestendo la maglia biancazzurra fino al 1985.

 

Ciao Luca, raccontaci i quattro anni di un giovane romano appena ventunenne che arriva a Matera in C2 nel 1981 e vi resta per quattro anni.

Sono stati quattro anni bellissimi e indimenticabili; arrivai a novembre dalla Lazio, dopo che l'anno precedente ero andato in prestito al Siracusa in C1. Il Matera veniva da due retrocessioni consecutive ed aveva iniziato molto male la stagione, poi a novembre fece qualche acquisto per rinforzare la squadra e chiudemmo l'anno in crescendo sfiorando le prime posizioni. Ho un gran bel ricordo dei miei allenatori Giannattasio e poi Chiricallo, come del grande senatore Salerno che mi ha trattato come un figlio. Alla fine della stagione il Matera mi acquistò definitivamente e così restai per altri tre anni: furono campionati segnati da alti e bassi, ed in particolare l'ultimo fu molto travagliato tanto che ci salvammo per un pelo all'ultima giornata. Nel 1985 mi cercò il Latina, il diesse Nicola figlio del senatore avrebbe voluto farmi restare un altro anno, ma accettando l'offerta dei pontini mi sarei avvicinato a casa e così mi lasciarono andare e terminò la mia avventura con il Matera.

 

luca piochi b nQuali erano le tue caratteristiche da calciatore e come si è svolta la tua carriera?

Ero piccolo e veloce e con il calcio di allora, fatto di marcature a uomo asfissianti con difensori che ti seguivano praticamente ovunque, pure in panchina, e picchiavano duro, il mio ruolo era più difficile. Spesso mi facevano giocare da seconda punta, ma non avendo le caratteristiche del goleador soffrivo quel tipo di gioco; oggi invece con le difese schierate a zona le mie qualità sarebbero state più congeniali, potendo svariare molto di più sulla fascia da esterno sfruttando la velocità e con più spazio a disposizione per servire il centravanti. In carriera, dopo gli anni delle giovanili la Lazio mi girò in prestito al Siracusa dove però cominciò male perchè retrocedemmo, e dopo gli anni di Matera come detto andai a Latina. Lì l'esperienza fu più fortunata perchè vincemmo il campionato di serie D ed ho giocato per altri due anni in C2. Poi ho giocato ancora per un anno in C2 a Lanciano dove però mi ruppi la mandibola, ed infine i campionati minori con Isola Liri, Sezze, Cisterna. Ho smesso di fare il calciatore a quarant'anni e di tutte le categorie mi mancano solo la serie A e la serie B.

 

Di cosa ti occupi oggi?

  1983-84 matera
  Un gruppo di calciatori del Matera prima di una gara del 1983. Da sinistra Mattarollo, Pavese, Piochi, Apuzzo, Chiricallo e Ghedin

Dopo aver finito di giocare ho smesso con il calcio, ho iniziato a lavorare e faccio il corriere da diversi anni. Ho avuto recentemente un'esperienza con una squadra di Promozione dove mi hanno chiamato per dare una mano, era una squadra di ragazzini e siamo riusciti a salvarci, ma è stata piuttosto faticosa soprattutto per via del rapporto con i genitori; essendo una squadra molto giovane è stato davvero complicato gestire i genitori, e allora ho preferito dare un taglio. Quando un domani andrò in pensione magari mi piacerebbe allenare in una scuola calcio.

 

Concludiamo con un saluto ai tifosi materani?

Dopo tanto tempo ho in mente di ritornare a Matera, mi piacerebbe rivedere la città e come è cambiata dopo tutti questi anni. Ricordo sempre con grande simpatia Matera e i suoi tifosi, ricordo un bel tifo e poi io con il mio gioco da piccoletto veloce facevo effetto. Conosco Auteri che è stato mio compagno di squadra a Siracusa, qui a Latina non ha avuto un'esperienza fortunata perchè non gli hanno dato tempo ma è un ottimo allenatore con grandi idee; auguro quindi a lui tutto il bene, così come auguro ogni bene al Matera.