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Intervista a cura di Nicola Salerno

FRANCESCO COPPOLA 1Franco Coppola, stopper bernaldese classe 1953 alto un metro e novanta, ha militato per quattro stagioni nel Matera ed è uno dei calciatori della provincia di Matera che ha calcato i campi della serie B.

Dai primi passi compiuti a Bernalda sei arrivato a Matera dove hai esordito giovanissimo in Serie C. Cosa ci racconti dei tuoi esordi calcistici?

Ho iniziato a giocare a calcio a Bernalda e poi sono stato prelevato dal Matera, debuttando in serie C nella partita tra Matera e Casertana del 1971-72, dunque non ero ancora diciottenne. Entrai così giovanissimo in quella squadra guidata da mister Chiricallo, una squadra quadrata e forte con alcuni "senatori" di spessore che avevano consolidato un gruppo forte e straordinario: parlo di Mayer, Loprieno, Buccione, Gambi, Galati. Questo gruppo era molto ben guidato da Chiricallo e molto ben gestito dal senatore Salerno, persona squisita che sapeva rispettare gli impegni, profondo conoscitore di calcio e con la giusta filosofia nel saper motivare i suoi calciatori; nella mia carriera calcistica non ho mai trovato un dirigente bravo come lui. Questa esperienza fu fondamentale per me che ero così giovane e mi ha aiutato a crescere tantissimo.

Nel 1972 avviene il tuo trasferimento alla Salernitana, con cui hai giocato per due anni sempre in terza serie, e successivamente conti alcune presenze tra i cadetti a Brindisi; che esperienza hai vissuto con queste due blasonate società?

Mister Chiricallo, che nel frattempo aveva lasciato Matera per andare ad allenare la Salernitana, mi voleva portare con sè, e così mi chiese se fossi disponibile; l'anno precedente mi aveva dato molte attenzioni, sebbene giocassi poco mi aiutò a costruirmi, per me era come un fratello maggiore e un padre. Restai a Salerno per due anni, anche dopo che Chiricallo andò via dopo un anno e mezzo; calcisticamente sono stati gli anni migliori per me, collezionai molte presenze con i granata e poi giocare al Vestuti davanti a 15-20mila spettatori che ti acclamavano quando vincevamo e invece ti aspettavano fuori quando perdevamo è un'esperienza straordinaria, che tempra il carattere. C'erano tante squadre che mi cercavano ma purtroppo mi feci male al ginocchio durante un derby contro la Nocerina; all'epoca non c'erano le attrezzature e le competenze di oggi e mi fu diagnosticata la rottura del menisco mentre invece era uno scollamento del collaterale, e quindi mi sbagliarono l'intervento. Da allora giocai sempre con un ginocchio a mezzo servizio, che negli anni successivi avrebbe causato altre conseguenze come pubalgia e problemi al tendine di Achille; malgrado ciò, dopo i due anni a Salerno l'allenatore del Brindisi Renna mi volle ad ogni costo, mi mandarono in cura a Firenze e riuscii a giocare qualche partita in serie B con il Brindisi.

FRANCESCO COPPOLA 2Nel 1975 c'è il ritorno a Matera che nel frattempo era retrocesso, l'immediato ritorno in Serie C ed altre due stagioni in biancazzurro.

Il senatore Salerno mi chiamò di nuovo a Matera, vincemmo subito il campionato di serie D con Zurlini allenatore, anche quella era una squadra molto forte tanto è vero che costituì la struttura di base della squadra che qualche anno dopo andò in serie B; difatti possiamo dire che quella squadra con l'aggiunta di qualche innesto, in particolare Morello che in assoluto fu colui che fece la differenza, era l'intelaiatura del Matera formato 1979. Dopo tre anni a Matera andai alla Juve Stabia, poi il sen. Salerno avrebbe voluto cedermi al Messina, c'era già un buon contratto pronto ma feci una scelta di vita diversa. Era nato il mio primo figlio, i problemi fisici si facevano ormai sentire, e decisi di non continuare nel calcio professionistico per iniziare una nuova vita lavorativa. Decisi di cambiare rotta e trovare nuove sicurezze, così nel calcio continuai a livello dilettantistico e poi sono stato allenatore a Bernalda per sette anni, a Policoro e a Pisticci. Si è chiuso quindi un capitolo straordinario della mia vita che poteva avere sviluppi diversi se non fosse stato per quell'infortunio, ma non ho rimpianti e conservo tanti bei ricordi, per me è stata una grande esperienza che mi è servita anche nella successiva vita lavorativa.

La tua professione (Coppola è segretario generale della UIL materana, ndr) è ormai lontana dal mondo del pallone. Segui ancora le vicende calcistiche e in particolare quelle locali?

Vivo il calcio da spettatore, è un altro calcio di un'epoca diversa, non possiamo dire se sia migliore o peggiore ma è indubbiamente diverso, c'è più gioco corale e meno spazio agli individualismi, a volte con un'eccessiva esasperazione tattica. Il Matera ha un ottimo allenatore, ho visto giocare la squadra alcune volte e si vede subito la mano dell'allenatore. Malgrado la squadra sia cambiata tanto rispetto allo scorso anno credo che con Auteri farà ancora un ottimo campionato, poi per il risultato finale è indispensabile avere anche il tocco di fortuna ed avere la squadra al massimo della condizione psico-fisica nei momenti giusti e decisivi.