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A cura di Fabio Venezia, Francesco Salerno e Nicola Salerno

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logo messinaGLI AVVERSARI - Settimana infuocata per il Messina, al centro di feroci polemiche dopo il sospetto 2-2 interno contro la Paganese con tanto di anomali flussi di scommesse sul segno X ed autogol tragicomico del difensore campano Acampora. Messina che occupa il settimo posto in classifica a quota 30 punti, tre in meno del Matera, frutto di 7 successi, 9 pareggi e 6 sconfitte. Lontano dal San Filippo i giallorossi hanno espugnato solamente Andria e Melfi, pareggiato a Benevento, Monopoli, Pagani e Ischia e perso a Foggia, Catanzaro, Lecce, Caserta e Cosenza. Sette i gol realizzati in trasferta (quarto peggior attacco esterno), quattordici quelli subiti. Il tecnico Arturo Di Napoli, squalificato per 4 anni nell'ambito del calcioscommesse, è stato sostituito in panchina da Raffaele Di Napoli che non ha stravolto tatticamente la squadra continuando a puntare sul 4-3-3. Tra i pali non ci sarà il titolare Berardi, sotto accusa dopo il pari contro la Paganese; non è ancora arrivato in sede il transfert dell'ultimo arrivato Martinez, ex Real Madrid, probabile dunque l'impiego di Stefano Addario. Al centro della difesa la coppia composta da Lorenzo Burzigotti e dal rientrante Luca Martinelli mentre lungo le corsie esterne ci saranno Aurelio Barilaro a destra e Matteo Zanini a sinistra. In mezzo al campo peseranno non poco le assenze per squalifica dei centrali Giuseppe Fornito e Pietro Baccolo; sicuro di una maglia da titolare Carmine Giorgione, per gli altri due posti mister Lello Di Napoli potrebbe puntare sull'esperienza dell'ex Catania e Ternana Giuseppe Russo e di Dario Barraco. In attacco spazio alla seconda punta brasiliana Gustavo, 4 gol nella partitella del giovedì, al portoghese Diogo Tavares (5 gol in 15 giornate) e ad uno fra Maks Barisic, sloveno prelevato dal Catania, e Francesco Salvemini. Partirà probabilmente dalla panchina Filippo Scardina, ad inizio stagione tesserato con la Lupa Castelli.

SUGLI SPALTI - Il tifo organizzato a Messina nasce nei lontani anni Settanta e da quel momento non ha fatto mancare mai il proprio supporto alla formazione giallorossa anche nei momenti più bui della sua storia, quando nelle divisioni dilettantistiche gran parte dei “comuni tifosi” avevano abbandonato lo stadio. La tifoseria messinese si è caratterizzata da sempre per le sue spettacolari coreografie e per le trasferte di massa e anche a livello canoro è sempre stata una realtà di primissimo piano. Con il passaggio all’enorme e moderno stadio San Filippo c’è stata un po’ di dispersione e perdita dell’impressionante effetto “muro umano” del passato ma è innegabile che potenzialmente resta una delle prime tifoserie del Mezzogiorno.

Il primo gruppo a seguito della squadra sono stati i Fedelissimi nel 1973, un’epoca in cui la differenza tra “club” e “gruppo ultras” non era ancora marcata come oggi. Tuttavia l’originalità del materiale e la costanza nel partecipare alle trasferte rese il gruppo molto apprezzato. La vera svolta ci fu nei primi anni Ottanta quando, nonostante la squadra fosse relegata in C2, videro la luce la Gioventù nel 1980 e i Nuclei Organizzati Curva Sud (NOCS) tre stagioni più tardi, in concomitanza con la promozione in C1. Come lascia intuire la sigla NOCS questi due gruppi, a differenza dei Fedelissimi, lasciarono la Curva Nord dello stadio Celeste per avere maggiore autonomia rispetto alle realtà preesistenti. La Gioventù, assieme ai Fedelissimi, si è dimostrata una delle tifoserie più longeve del panorama italiano. Appartenevano alla Nord del vecchio stadio messinese anche i Testi Fracidi nati nel 1990 cambiando il nome da Irriducibili. Proprio quel periodo fu caratterizzato da un grande fermento che portò a scioglimenti e accorpamenti dei gruppi alle prese con diversi fallimenti della società giallorossa. La situazione si stabilizzò con la nascita del Messina Peloro quando nacquero i Lions e gli Uragano Cep dalla fusione di parecchi gruppi preesistenti. Nel 2006 avvenne una svolta storica con la nascita dei Messinesi, nome dietro il quale si aggregarono gran parte degli Ultras giallorossi.

Le rivalità sono tante, ovviamente partendo da reggini e catanesi. Il derby dello stretto è sentitissimo da entrambe le tifoserie che diverse volte sono andate “sopra le righe”, con il culmine nel 1990, in Serie B, quando diedero vita a sei interminabili ore di guerriglia urbana. Con la retrocessione in C1 del club reggino nel 1991 ci fu un’esplosione di gioia a Messina, dove fu celebrato il “funerale” della squadra calabrese. Con il Catania la situazione non è molto diversa, addirittura l’astio verso la squadra rossoazzurra e la sua tifoseria fece nascere un’amicizia tra i messinesi e i supporters dell’Atletico Catania, seconda squadra etnea. Impossibile dimenticare infine che nel 2001, durante una partita di play-off di Serie C1, l’esplosione di una bomba carta lanciata dal settore rossoazzurro verso quello messinese provocò la morte del 23enne Antonino Currò. Brutti rapporti anche con palermitani (con scontri non inferiori a quelli con reggini e catanesi), salernitani, foggiani e catanzaresi.

Parlando di buoni rapporti invece, sono datati agli anni Ottanta e molto sentiti i gemellaggi con Pescara e Modena così come quello con Frosinone, nato per la comune ostilità verso i foggiani. Più recente le amicizie con il già citato Atletico Catania e la Cavese. I rapporti con noi materani sono di indifferenza, i confronti con le due squadre del resto sono molto lontani. Una piccola curiosità riguarda la gara del 1982 vinta a tavolino dal Matera dopo che un oggetto lanciato dagli spalti colpì Gambini costringendolo a uscire. L’episodio non ha avuto nessuna conseguenza o strascico nei rapporti tra le due tifoserie.

I PRECEDENTI - In totale Matera e Messina si sono affrontate 9 volte al XXI Settembre in campionato, nel bilancio complessivo si contano 4 vittorie del Matera e 5 pareggi.

A partire dal campionato di Serie C 1968-69, anno del debutto del club biancazzurro in terza serie, vi furono ben cinque campionati consecutivi in cui le due compagini militarono nello stesso girone. Nei primi due anni l'incontro terminò in parità a reti inviolate, mentre il primo successo dei padroni di casa risale al campionato 1970-71, quando il Matera si impose di misura grazie al rigore di Carella nella ripresa. L'anno successivo ancora un successo dei biancazzurri che, al vantaggio iniziale degli ospiti ad opera di Calì, risposero con una doppietta di Toffanin che ribaltò il risultato. Nell'ultimo dei cinque anni consecutivi, il 1972-73, il punteggio fu di parità con Toffanin che portava in vantaggio il Matera, Giacomin e Di Giusto segnavano il momentaneo vantaggio ospite, poi vanificato dal pareggio di Veneranda a pochi minuti dalla fine.

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  Stagione 2014-15: Diop porta in vantaggio il Matera

Negli anni settanta Matera e Messina si affrontarono per altre due volte, ed in entrambe le occasioni la gara terminò in parità. Nel 1974-75 l'incontro terminò a reti bianche, mentre nel 1976-77 il punteggio fu di 1-1 con le marcature di Picat Re, ex di turno, per il Matera, e Polizzi per il Messina. Dopo la suddivisione della serie C lucani e peloritani si incontrarono nuovamente nel campionato di Serie C2 1981-82, quando il Matera sconfisse gli ospiti per 2-1 grazie ai gol di Cristiano, il pareggio di Alivernini, e gol vittoria di Arzeni quasi allo scadere.

Ultima in ordine di tempo, la sfida disputatasi al XXI Settembre-Franco Salerno nel girone di ritorno dello scorso campionato sotto una pioggia a tratti battente, con il Matera che si impose con il risultato di 3-1; vantaggio materano ad opera di Diop, momentaneo pareggio di Giorgio Corona per il Messina, ma prima Carretta alla mezz'ora del primo tempo e poi Mucciante nella ripresa regalarono il successo ai padroni di casa.

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