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luigi de rosaA volte un solo campionato è sufficiente per lasciare il segno nella storia di un club e tanto è bastato a Gigi De Rosa per entrare in questa hall of fame di bandiere biancazzurre.

Stando alle statistiche degli almanacchi del calcio, le città dove il centrocampista originario di Bari ha lasciato più ricordi come giocatore e allenatore sono Cosenza e Pescara, ma anche a Matera il grosso contributo alla salvezza sul campo nel campionato di C1 1993-94 è una soddisfazione che i biancazzurri ancora oggi ricordano con piacere.

Giunto trentunenne a Matera, De Rosa si presenta al pubblico con un bagaglio tecnico e di esperienza di primissimo piano, maturato in anni di battaglie in C1 e serie B con le maglie del Bari, del Pescara e del Cosenza. Il palmarés personale dice tutto: due promozioni in serie B e una in serie A col Pescara di Galeone, dulcis in fundo la soddisfazione di una presenza nella nazionale Under 21 di Azeglio Vicini.

Franco Dibenedetto gli affida subito la fascia da capitano e le risposte sul campo non si fanno attendere. Con ventinove gare all’attivo è tra i più presenti di quella stagione e il suo rendimento lo rende un pilastro inamovibile del centrocampo. Con la sua esperienza di jolly, termine con cui in altri tempi venivano indicati i giocatori estremamente duttili e abili a ricoprire diversi ruoli, il suo apporto si sente anche negli altri reparti. Le cinque reti e il titolo di miglior marcatore della stagione non sono un caso.

Una delle cinque segnature di De Rosa è ricordata con particolare soddisfazione dal pubblico materano: il rigore segnato nel derby contro il Potenza. Nella gara più sentita della Basilicata, in uno stadio gremito e proprio sotto il settore ospiti dove erano assiepati i potentini, il capitano mantiene la calma e riporta la gara sull’1 a 1 vanificando il vantaggio dell’ex Piero Caputo. La sua conclusione centrale a beffare l’estremo difensore rossoblu Marco Sansonetti getta le basi per la vittoria e la “vendetta” per la sconfitta patita all’andata.

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  De Rosa calcia il rigore con un "cucchiaio" che riporta in parità il derby del 1993-94

Altra rete importante quella contro il Siracusa, una botta dalla lunga distanza direttamente da calcio di punizione, un altro gol pesantissimo visto che i siciliani erano diretti concorrenti per la salvezza.

La parentesi del Matera termina dopo una sola stagione visto che la salvezza guadagnata sul campo viene vanificata da un presunto illecito amministrativo che condanna il club biancazzurro alla retrocessione, diversamente le strade di De Rosa e del Matera non si sarebbero divise dopo un’annata così ricca di soddisfazioni.

Anche da allenatore torna dalle parti del «San Vito» e dell’«Adriatico» guidando Cosenza e Pescara rispettivamente in serie D e serie B. Dopo gli intermezzi a Crotone e Monopoli approda a Francavilla Fontana e proprio col Francavilla Calcio torna a Matera per disputare la quarta edizione del «Memorial Franco Salerno» assieme al Barletta di Lello Sciannimanico e al Matera di Pino Giusto.

Dopo un’altra esperienza calabrese al Castrovillari, quest’anno è stato allenatore in seconda del Savoia facendo da vice nelle prime dieci giornate a Giovanni Bucaro prima che quest’ultimo fosse sostituito da Ugolotti.

 

Clicca qui per visualizzare le statistiche di De Rosa con il Matera