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Intervista a cura di Nicola Salerno

chisena g rivera  
Chisena con la maglia della Gianni Rivera ed il tricolore juniores  

Chiudiamo l'annata calcistica 2014-15 con una chiacchierata con Walter Chisena, uno dei tanti calciatori “fatti in casa” che hanno indossato la casacca biancazzurra nel corso degli anni settanta.

Walter, tu sei uno dei prodotti del vivaio della Gianni Rivera, ci racconti i tuoi esordi nel mondo del calcio?

Con la Gianni Rivera ho vissuto momenti esaltanti: nei primi anni '70 vincevamo tanti titoli regionali a livello giovanile ma il vero trionfo fu la vittoria del campionato nazionale Juniores nel 1972. A quelle finali nazionali giungemmo consapevoli di essere una buona squadra ma senza minimamente pensare al successo finale: credevamo di fermarci al massimo per due o tre giorni e tutti noi portammo pochi ricambi, le tute scolorite nere con i bordi rossi per gli allenamenti, qualcuno come Angelino non portò nemmeno il borsone ma una busta di plastica con i ricambi per due o tre giorni. Quando ci rendemmo conto che la nostra permanenza sarebbe durata più a lungo fummo costretti a telefonare a Matera e così arrivò altra roba da poter indossare. Restammo fino alla fine e passo dopo passo sconfiggemmo tutte le nostre avversarie vincendo così il titolo tricolore: una grandissima soddisfazione!

Quando avvenne il tuo passaggio al Matera nei semiprofessionisti?

L'anno successivo fui preso dal Matera, con cui debuttai in serie C a 17 anni. Ero un giovane molto promettente, tanto è vero che nel 1973-74 il Corriere dello Sport, nella sua pagina dedicata ai Semipro (all'epoca, prima della riforma del 1978, i campionati di serie C e serie D erano appunto riservati ai semiprofessionisti), indicò il sottoscritto insieme ad un certo Alessandro Altobelli, che militava nel Latina, come i giovani migliori e più promettenti del campionato. Giocai nel Matera ancora alcuni anni prima di essere assunto in banca, così scelsi il lavoro e lasciai ancora giovanissimo il calcio professionistico tornando a giocare con il Pro Matera. Disputammo diversi campionati di Promozione lucana di buon livello arrivando un anno immediatamente dietro il Rionero ed un altro anno dietro il Melfi.

Fai parte di una generazione che ha offerto diversi talenti locali al gioco del calcio. Cosa manca oggi per rivedere ragazzi materani indossare la maglia della squadra della nostra città?

  Walter Chisena
  Chisena con il Matera nel 1975

Io credo che l'errore più grosso oggi sia non curare adeguatamente il settore giovanile. Quando giocavo io in serie C, un campionato durissimo con squadre come Bari, Lecce, Pescara, una buona serie B odierna, il senatore Salerno riusciva a far giocare in una rosa di 20 giocatori almeno 6-7 calciatori locali. Il ritorno anche a livello economico era naturalmente elevatissimo, dato che con noi risparmiava parecchio ed era in grado di affrontare dignitosamente quei campionati: peraltro eravamo tutti ragazzi che giocavano, non stavamo lì solo per fare numero, dando il nostro contributo alla causa. Penso invece a qualche anno fa, quando il Matera disputava mediocri campionati dilettantistici, eppure si andavano a pescare giocatori persino all'estero, ad esempio in Argentina, davvero incredibile! In una piazza come Matera non dovrebbe mancare la materia prima, ci vuole solo pazienza nel far crescere i giovani e persone competenti che li sappiano valorizzare.

Terminiamo con il consueto sguardo al presente. Un tuo giudizio sulla stagione del Matera Calcio appena trascorsa.

Non vado più al campo ma seguo dall'esterno comunque con interesse. Credo che qualche punto di troppo perso in casa abbia pregiudicato il raggiungimento di un traguardo ancora superiore, ma è comunque bello rivedere la piazza entusiasta, anche a livello calcistico Matera è tornata a sognare e questo è un grande merito. Vedo che il pubblico ha risposto molto bene, il Matera Calcio è finalmente tornato al centro dell'attenzione degli sportivi materani e questo non può che farci piacere.