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Presidente Columella, iniziamo con un giudizio su questo avvio di stagione da parte della sua squadra.

Penso che i risultati siano sotto gli occhi di tutti, sono molto soddisfatto. Il calendario non era certo facile, alla vigilia era impensabile pensare di fare tutti questi punti.

In testa c'è il Marcianise, che dopo 7 giornate ha gli stessi punti che l'Ischia aveva conquistato l'anno scorso. Secondo lei questo campionato è più difficile ed equilibrato della passata stagione?

Sicuramente è più difficile. Dati alla mano l'anno scorso a questo punto della stagione c'erano già distacchi importanti in coda alla classifica mentre quest'anno, Nardò a parte, c'è molto più equilibrio. Tutti se la giocano con tutti. Per quanto riguarda il Marcianise, è una squadra molto giovane. Hanno sicuramente avuto un calendario più facile del nostro e sono arrivati allo scontro diretto con la Turris al top della condizione fisica.

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Dopo il KO di Pozzuoli, ha pensato di mettere in discussione Cosco?

Mai, mai nessuno è stato in discussione. Né mister Cosco, né nessun altro. Io sono convinto delle scelte fatte e vado avanti per la mia strada, i conti si fanno sempre alla fine. Sicuramente abbiamo apportato degli accorgimenti rispetto alla passata stagione, quando abbiamo conquistato sul campo la Lega Pro.

C'è una trattativa di mercato, tra quelle concluse, della quale va orgoglioso?

Non c'è un colpo di mercato in particolare. Ho scelto il meglio che si potesse trovare sul mercato, giocatori ambiti da squadre che puntano a vincere. Qualcuno aveva iniziato la preparazione con altre società ma sul più bello ha firmato per noi. Hanno scelto Matera ed hanno sposato il nostro progetto al contrario di altri, come Cruciani.

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C'è un giocatore che più l'ha stupita in positivo in questo avvio di stagione?

Mi hanno colpito tutti. Rispetto alla passata stagione, quando si è puntato più sui nomi, quest'anno abbiamo seguito un criterio diverso in fase di allestimento della rosa. Ho scelto uomini, prima che calciatori, che hanno carattere, che non si abbattono, che non mollano mai. A Matera si gioca sotto pressione, avevo bisogno di gente che sa come rialzarsi anche nelle difficoltà. Sono ragazzi splendidi avrei potuto mandar via qualcuno ma ho scelto di dare fiducia a tutti perchè in loro credo davvero. Abbiamo creato un gruppo unico, dallo staff alla squadra.

C'è un momento che ricorda con particolare emozione da presidente del Matera?

La più grande soddisfazione è aver ridato il calcio a Matera. Tre anni fa il pallone era morto, io ho riportato il nome della città in giro per l'Italia. Dal baratro siamo saliti alla ribalta nazionale con la TIM Cup. Sui giornali si parla di noi come squadra da battere, ho riportato allo stadio tanta gente che aveva perso la fiducia e la passione. Ecco, questa è la più grande emozione.

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E una delusione?

Sono rimasto deluso dalle componenti politiche che governano il calcio. Il mancato ripescaggio è stata un'ingiustizia, la Lega Pro l'abbiamo conquistata sul campo ma abbiamo pagato per un'accusa che non stava né in cielo né in terra e che riguardava l'Irsinese. Prima il capolavoro con il Monopoli poi la grande vittoria contro il Foggia con mezza squadra squalificata. Nonostante la sconfitta ai rigori con la Casertana eravamo in Lega Pro ma siamo stati penalizzati da una grandissima ingiustizia.

Il nostro sito MateraCalcioStory parla della storia del calcio materano. Lei è pronto a scriverne una nuova pagina, ricca di successi?

Spero di farlo, l'aver ridato il calcio alla città significa tantissimo. Qualche giorno fa Franco Selvaggi mi diceva che senza di me la città sarebbe rimasta senza calcio. Sono un imprenditore molto legato a Matera e sono orgoglioso di quello che ho fatto, non è facile arrivare da Altamura e far bene abbattendo il campanilismo tra le due comunità. Bisogna vincere, abbiamo anche fatto ripartire il settore giovanile. Purtroppo non siamo in C per colpe non nostre ma proseguiamo su questa strada.

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Per chiudere, un messaggio a tutti i tifosi del Matera

Io quello che faccio lo faccio senza alcun interesse. Ai tifosi dico che bisogna fare più fatti e meno chiacchiere, l'ho imparato nel lavoro. I tifosi devono fare i tifosi, non gli allenatori o i critici. Nessuno è tenuto a seguirci con scetticismo e pessimismo, non si può essere sempre distruttivi e negativi. Non accetto le critiche ingiuste, la squadra è di Matera e dei materani. Ai veri tifosi chiedo di starci vicini, è sacrosanto contestare in modo costruttivo, commentare nei bar, ma non accetto che si critichi a prescindere. Abbiamo scelto prezzi popolari proprio per creare un tutt'uno con il pubblico ma ad oggi i numeri di abbonamenti e biglietti non sono certo esaltanti. Di certo però non mi abbatto, avrei potuto lasciare tutto ma voglio andare avanti. Ognuno però deve fare il suo: io faccio il presidente, la squadra deve dare l'anima in campo, i tifosi devono sostenerci. Spero che si organizzino e che si uniscano nel nome della città, ci vuole più entusiasmo. Rimbocchiamoci le maniche e cresciamo tutti insieme, vorrei numeri importanti come a Taranto o a Torre Annunziata. Abbiamo allestito una grande squadra, siamo la seconda squadra lucana ma Matera deve dimostrare che ha voglia di calcio.

intervista a cura di Fabio Venezia

foto in pagina di Sandro Veglia