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Rubrica a cura di Francesco Salerno e Fabio Venezia

 

savoia

LA STORIA – Il Savoia si è laureata con largo anticipo campione del Girone I distaccando la seconda classificata Akragas di dieci lunghezze. Questo dato rispecchia fedelmente il cammino dei biancoscudati che possono festeggiare il ritorno tra i professionisti quattordici anni dopo l’estromissione dalla Serie C1 e il fallimento. La squadra di Feola ha complessivamente portato a casa venticinque vittorie e sette pareggi e soltanto la Gioiese e il Noto sono riuscite a imporsi su Del Sorbo e compagni. Altra statistica importante quella della differenza reti: più cinquantotto con ottantasei gol fatti e ventotto subiti.

Sembra quindi essere tornato il sereno a Torre Annunziata dopo un decennio di amarezze tra spareggi persi e retrocessioni. Dopo aver accarezzato due volte il ritorno tra i professionisti, con due finali play-off perse contro Potenza e Siracusa, a cavallo tra il 2004 e il 2006, nel 2010 la crisi societaria costringe il club a ripartire dalla Promozione dopo il ritiro dal campionato regionale di Eccellenza.

Il Savoia nonostante questo può essere considerata una squadra con un passato prestigioso: si è laureato Campione della Lega Sud 1923-24 e vicecampione d’Italia nella stessa stagione, essendosi arresa solo in finale al grande Genoa allenato dal leggendario William Garbutt. Complessivamente ha disputato cinque campionati dell’attuale Serie A (all’epoca denominata Prima Divisione) e cinque di Serie B, ultima delle quali nel 1999-00.

La partita tra Savoia e Matera fa tornare in mente grandi sfide del passato. Nel campionato di Serie D 1967-68 i lucani si aggiudicarono il campionato dopo un testa a testa incredibile, basti pensare che la terza classificata, la Nocerina, fu distaccata di tredici lunghezze (si tenga presente all’epoca la vittoria valeva due punti!). Nel 1994-95 i campani si sono presi la rivincita in uno spareggio disputato a Foggia per la promozione in C1, partita che ancora oggi fa tanto discutere e risolta dalle reti di Lunerti e Donnarumma interrotte dal momentaneo pareggio materano ad opera di Bitetto.

La vittoria più larga spetta al Matera che nel 2008, in Serie D, si impose al «Giraud» con un perentorio 5 a 2 grazie alla tripletta di Principiano e reti di Risi e Valdez.

clicca qui per visualizzare i precedenti tra Savoia e Matera

 

LA SQUADRA - Un organico sontuoso, una vera e propria corazzata. Vincenzo Feola, l’anno scorso sulla panchina del sorprendente Gladiator ed in passato allenatore anche della Casertana, ha a disposizione giocatori di categoria superiore che sono stati capaci di stravincere un campionato mai in discussione. 

Tra i pali il titolare è il ’94 Luigi Maiellaro, fortemente voluto da Feola che nella passata stagione lo ha allenato a Santa Maria Capua Vetere.

I terzini sono Simone Petricciuolo, classe ’95 scuola Juve Stabia, e Luigi Panariello, ’93 ex Termoli. Al centro della difesa i nomi di rilievo sono sicuramente Luigi Manzo (13 presenze a Matera nel 2009/2010), Mariano Stendardo, oltre cento presenze in B con Messina, Grosseto e Salernitana, ed Emilio Criscuolo, ex Gladiator e Casertana.

In mezzo al campo Vincenzo De Liguori, in C a Castellammare, Benevento, Taranto e Nocera (dove ha disputato anche ventuno gare in B), Giovanni Ruscio, Andrea Di Pietro, altro ex Gladiator, oltre agli under Gargiulo, scuola Juve Stabia, e Gianluca Esposito.

La rosa di trequartisti e prime punte a disposizione di Feola farebbe invidia a mezza Serie C: il 25enne Francesco Scarpa, ventiquattro gol in campionato, Filippo Tiscione, otto gol, Pasquale Carotenuto, a quota sette, l’ex Matera Antonio Del Sorbo, nove reti all’attivo, ed il temibilissimo Giuseppe Meloni, sedici gol in trenta presenze.

LA TIFOSERIA – La tifoseria oplontina vanta nella sua curva innumerevoli gruppi, in tempi recenti sono stati visti all’opera Bronx, Rione Carminiello, Supporters e Oplontini. Altri nomi storici del Giraud sono Vecchia Brigata, Savoia Siempre, Piranhas e Mentality. I rapporti con le altre tifoserie campane non sono dei migliori, si registra alta tensione con Turris, Nocerina e Casertana ma anche con gli stabiesi, con cui in un primo momento c’era amicizia, il rapporto si è molto deteriorato. In generale comunque nervi tesi con quasi tutti i corregionali eccezion fatta per i beneventani con cui esiste uno storico gemellaggio.

Per quanto riguarda il rapporto con Matera le numerose sfide tra le due squadre hanno portato inevitabilmente a una certa rivalità anche sugli spalti sebbene non ai livelli dei sentitissimi derby regionali di entrambe le tifoserie.

LO STADIO - Savoia-Matera si disputerà all'Alfredo Giraud di Torre Annunziata, impianto intitolato al vicepresidente della squadra biancoscudata che si laureò vicecampione d'Italia nel 1924. Lo stadio torrese ha subito negli anni diversi restyling, l'ultimo dei quali nel 2010 ha ridotto la capienza da 12800 a 10750 posti.

Ad oggi la capienza è però inferiore a 7500 posti, questo per evitare l'installazione di tornelli e zone di prefiltraggio. Il settore ospiti del Giraud può ospitare fino a 1000 spettatori.

LO SCUDETTO DI SERIE D - Per finire, un cenno al torneo post-campionato che inizia domenica prossima. Tre triangolari con gare di sola andata determineranno le tre prime classificate e la migliore seconda che si sfideranno in semifinale con gare di andata e ritorno, e poi in finale con gara unica in campo neutro. Malgrado si tratti della prima partecipazione del Matera a questo torneo, in realtà come ci ricorda il nostro amico lettore Antonio Prudente di Marconia, i biancazzurri parteciparono già nel 1990-91 ad un torneo, denominato Trofeo Jacinto, che all'epoca incoronava la squadra campione d'Italia interregionale. Quel torneo fu l'embrione dell'attuale Scudetto di Serie D, introdotto ufficialmente a partire dal 1992 con la trasformazione del Campionato Interregionale in CND. Per gli amanti delle statistiche, il Matera di Marcello Pasquino vinse il Trofeo Jacinto 1991 battendo in trasferta la Juve Stabia per 2-0 e l'Avezzano in casa per 3-2 nella fase a gironi, e poi sconfiggendo per 1-0 l'Aosta con gol di Salvatore Caputo nella finale disputata a Bovalino; un precedente davvero beneaugurante.