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A cura di Fabio Venezia, Francesco Salerno e Nicola Salerno

logo lecceGLI AVVERSARI - In casa Lecce è ancora viva la delusione per l'anonimo sesto posto della passata stagione, partita con grandi ambizioni e conclusasi senza nemmeno l'accesso ai playoff. I giallorossi ci riprovano ancora una volta, guidati da una nuova società (con l'avvocato Sticchi Damiani, presidente onorario, a capo di una cordata che ha rilevato il sodalizio salentino in estate dai Tesoro, e il neo presidente Enrico Tundo) che ha investito tanto sul mercato e che poco più di un mese fa ha dato il benservito a Tonino Asta affidandosi ad un allenatore esperto e navigato come Pietro Braglia. Nonostante un avvio di stagione con il freno a mano tirato, i salentini occupano attualmente il quarto posto in classifica a quota 18 punti, sei in meno della battistrada Casertana, e sono reduci da quattro successi nelle ultime cinque gare disputate. Lontano dal 'Via del Mare' il bilancio parla di due successi (1-0 a Castellammare ed a Melfi), un pareggio (1-1 a Martina Franca) e due KO (pesantissimo 0-4 nel derby di Foggia e 1-2 in casa del modesto Catanzaro). Una squadra che non segna molto (nove gol messi a segno in undici gare) e che subisce tanto (ben undici gol al passivo, tra le prime dieci in classifica solo l'Akragas e il Monopoli hanno fatto peggio). Braglia potrebbe affidarsi ad un abbottonato 4-4-2 o più probabilmente ad un 3-4-3 a trazione anteriore come fatto sia contro il Cosenza sette giorni fa, sia nella partitella di giovedì contro la Virtus Francavilla.

Tra i pali Filippo Perucchini, classe 1991 reduce da una stagione in B a Varese, parte in vantaggio rispetto a Marco Bleve ed a Max Benassi. Al centro della difesa in dubbio Nicolò Gigli, che in settimana si è allenato a parte, e pertanto in ballottaggio per i posti da titolare dovrebbero esserci il 34enne Giuseppe Abruzzese, Alessandro Camisa, nelle ultime tre stagioni protagonista a Vicenza, Gianluca Freddi, prelevato dal Novara, Francesco Cosenza, l'anno scorso 30 presenze e 2 gol in B a Vercelli, e Matteo Legittimo, classe 1989 ex Grosseto e Spal, mentre non dovrebbero far parte dell'undici iniziale Francesco Lo Bue, prelevato dal Trapani, e Andrea Beduschi. In mezzo al campo il capitano Romeo Papini, che in settimana ha svolto lavoro differenziato ma domenica dovrebbe esserci, e l'esperto mediano Giuseppe De Feudis, ex bandiera del Cesena, compongono una delle migliori coppie di centrali del campionato; inizialmente in panchina il rumeno Sergiu Suciu ed il giovanissimo scuola Milan Matteo Pessina. Nel reparto avanzato mister Braglia ha a disposizione giocatori di indiscusso valore, un lusso per la categoria. Davide Moscardelli, due gol messi a segno fino ad ora in campionato, Davis Curiale, tredici gol in B l'anno scorso tra Frosinone e Trapani, l'esterno destro malese Abdou Doumbia, Abou Diop, nella passata stagione assoluto protagonista con la maglia del Matera, l'uruguaiano Juan Surraco, tanta B alle spalle, il trequartista ungherese Balint Vecsei, e l'esterno sinistro Franco Lepore.

SUGLI SPALTI - Di scena al XXI Settembre-Franco Salerno una delle tifoserie più importanti del girone, i giallorossi del Lecce. Il primo vero e proprio gruppo organizzato di questa tifoseria sono, agli albori degli Anni Ottanta, i Ragazzi della Nord, conosciuti semplicemente come RdN, che per stile e cori hanno influenzato gruppi un po’ in tutta Italia. Negli anni seguenti le sigle si moltiplicano, indipendentemente dai risultati altalenanti del club, e prende vita anche la Gioventù Giallorossa, altro gruppo portante del Via del Mare.

Risale invece agli Anni Novanta, precisamente al 1996, la nascita del gruppo che oggi è considerato principale: gli Ultrà Lecce. La loro preminenza è testimoniata anche dall’enorme striscione con caratteri gotici che viene immediatamente in mente pensando allo stadio salentino. Altri gruppi: Vecchia Guardia, Fossa, Pessimi Elementi, Dignità Ultras, Tennent’s Group e altri ancora.

Si tratta di una tifoseria estremamente calda e sempre carica di entusiasmo che non sembra essere scalfita nemmeno dalla doppia retrocessione dalla Serie A alla Serie C. Si caratterizza per un notevole impatto scenografico con spettacolari coreografie sia di classiche sciarpe e bandiere che di torce (almeno fino a quando queste ultime erano consentite). Anche a livello numerico è sempre una tifoseria di tutto rispetto e può contare su un sostegno notevole anche di supporters dai Comuni salentini delle aree limitrofe. Curiosità: i gruppi organizzati leccesi erano distribuiti tra Curva Nord e Curva Sud prima della chiusura di quest’ultima per motivi di costi dopo la retrocessione e le vicissitudini societarie.

L’elenco delle rivalità dei leccesi è molto lungo ma non si può non sottolineare che i nemici “numeri uno” sono i baresi seguiti dalle tifoserie di Brindisi e Taranto. Tra le altre rivalità da citare Salerno, Nocera, Cosenza e, nei “quartieri alti”, bresciani, sampdoriani e romanisti. Tifoserie amiche: Foggia, Palermo e Cavese. Per quanto riguarda i rapporti con i materani non c’è davvero molto da dire, nessun rapporto anche a causa delle poche occasioni di incontro.

I PRECEDENTI - Nella città dei Sassi Matera e Lecce si sono affrontate in incontri di campionato per 11 volte, il bilancio pende leggermente a favore dei materani con 3 vittorie contro 2 successi salentini e ben 6 pareggi: il risultato più frequente è lo 0-0 che per 4 volte è comparso sulla ruota del XXI Settembre.

Nel lontano 1935-36 l'Unione Sportiva Matera ed il Dopolavoro Lecce si affrontarono per la prima volta sul terreno dell'allora “Luigi Razza”, ed i padroni di casa si affermarono con il punteggio di 2-1; vantaggio iniziale degli ospiti con Polesel e nella ripresa Belluscio su rigore e Leidi per il Matera ribaltarono il risultato. Dopo venti anni, nella IV Serie del 1955-56, il primo risultato ad occhiali: 0-0 con il Matera allenato dal calciatore Filippelli in attesa dell'arrivo in panchina del nuovo tecnico, l'ungherese Szalay.

La gara tra Matera e Lecce assunse gli aspetti di un vero derby a cavallo tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta: per ben sette anni consecutivi biancazzurri e giallorossi si affrontarono in gare sempre tiratissime, con il Lecce che stazionava stabilmente nei quartieri alti della classifica della Serie C ed il Matera, squadra ostica soprattutto nel fortino del XXI Settembre, che riusciva puntualmente a raggiungere l'obiettivo della salvezza. Derby estremamente combattuti in campo sempre di fronte a grandi cornici di pubblico che affollavano l'impianto materano anche con la massiccia presenza di sostenitori salentini; in quei sette anni il bilancio a Matera è pari, con due vittorie per ciascuna e tre pareggi, e tanti calciatori che indossarono entrambe le maglie grazie anche ai buoni rapporti tra le due società.

Nel 1968-69 finì in parità, 1-1 con vantaggio salentino segnato dal brasiliano De Mecenas e pareggio su rigore di Demenia; l'anno successivo l'ex di turno, Busilacchi, regalò il successo al Matera dando un dispiacere all'allenatore giallorosso Bersellini. Nel 1970-71 passò il Lecce grazie alla rete di Minervini, mentre l'anno dopo fu ancora 1-1 con Basili per il Lecce e Veneranda per il Matera. Boccolini con un gran tiro dalla distanza riportò il Matera al successo nel 1972-73, mentre l'anno seguente terminò con un pareggio a reti bianche e nel 1974-75 i salentini espugnarono il XXI Settembre grazie a Del Barba.

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  Campionato 2014-15: azione d'attacco del Matera.

Gli ultimi due incontri tra biancazzurri e giallorossi sono contrassegnati ancora dal segno X senza reti: nel campionato di Serie B 1979-80, a sette giornate dal termine, il Matera perdeva forse l'ultima occasione per agganciarsi al treno salvezza nella gara che segnava il ritorno tra le mura amiche dopo due turni di squalifica del campo: infine nella terza giornata del campionato di Lega Pro 2014-15, in uno stadio gremito da settemila spettatori, ancora uno 0-0 con Letizia che faceva tremare la traversa della porta difesa da Caglioni.

 

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