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A cura di Fabio Venezia, Francesco Salerno e Nicola Salerno

Clicca qui per leggere la cronaca della gara di andata

logo catanzaroGLI AVVERSARI - Classifica non certo esaltante e salvezza ancora da conquistare per il Catanzaro, attualmente a quota 27 punti. I giallorossi hanno vinto appena 6 gare, pareggiato in 8 occasioni e perso ben 10 volte. Il ruolino di marcia lontano dal Ceravolo è molto modesto, con appena due vittorie (1-0 a Rieti contro la Lupa Castelli e 2-1 a Pagani), cinque pareggi (a Foggia, Monopoli, Caserta, Castellammare e Cosenza) e cinque KO (ad Agrigento, Catania, Benevento, Melfi e Martina). Una squadra in difficoltà reduce da un buon pareggio interno contro la battistrada Benevento ma che non vince dal 20 Dicembre (3-0 interno contro l'Ischia). Mister Alessandro Erra dovrebbe puntare ancora sul 4-4-2, modulo che nelle ultime giornate ha garantito maggior solidità ed equilibrio fra i reparti rispetto al 4-3-3. Tra i pali ci sarà il 23enne scuola Cesena Matteo Grandi, preferito a Tommaso Scuffia. Al centro della difesa stagione finita per Davide Moi, spazio quindi all'ex capitano della Roma Primavera Alessandro Orchi e a Luca Ricci; pronto a subentrare a gara in corso il 21enne Lorenzo Caselli. Lungo l'out di destra spazio a Eugenio Calvarese, mentre a sinistra Erra punterà su Tommaso Squillace; out per infortunio Matteo Patti, prelevato dall'Ischia, che dovrebbe rientrare contro la Lupa Castelli. In mezzo al campo il metronomo Mattia Maita sarà affiancato da Francesco Agnello, autore domenica scorso del momentaneo 1-0 contro il Benevento; poche le chances di vedere in campo dal primo minuto l'uruguaiano Agustin Olivera. Gli esterni alti saranno Alessandro Bernardi, ex di turno, a destra e Leonardo Mancuso a sinistra che avranno il compito di supportare la punta centrale Andrea Razzitti, autore sinora di 6 reti in campionato, e uno tra Kolawole Agodirin, nigeriano classe 1983, e Marco Firenze, giovanissimo classe 1993 di proprietà del Crotone.

SUGLI SPALTI - Parlare di tifo a Catanzaro significa ovviamente parlare della Curva Ovest intitolata dagli anni Novanta a Massimo Capraro, tifoso giallorosso prematuramente scomparso in un incidente e anche in questo caso ci si trova al cospetto di una tifoseria che ha fatto storia.

Il percorso comincia nel lontano 1973 con la nascita di un gruppo-simbolo: gli Ultras Catanzaro. La realtà in questione sin dalla sua formazione è sempre stata “avanti”, cioè contraddistinta da uno stile e una mentalità a cui molti si sono ispirati in seguito. Con le loro Union Jack, i loro stendardi con i leoni, con il personaggio dei fumetti Andy Capp e la mascotte Eddie della band heavy metal Iron Maiden, gli UC hanno portato in Italia un pezzo di Inghilterra. Parlando di questo gruppo merita certamente una citazione pure la fanzine “Mentalità UC” anch’essa tra le prime e meglio realizzate in Italia. Altre sigle comparse nella Curva Massimo Carparo sono: Wild Eagles, Squadre d’Assalto Giallorosse, Incoscienti, Exalters, Brigata, Mods Rule e West Gate. Come si può intuire da alcuni di questi nomi lo stampo inglese degli UC è rimasto ben impresso anche in tutti gli altri gruppi che si sono impegnati nel dare alle loro coreografie e materiali uno stile d’ “oltre manica”, pur non abbandonando le specificità del tifo italiano.

Si tratta in generale di una tifoseria di spessore che non ha mai mollato nemmeno negli anni più bui, caratterizzati da pessimi risultati in campo e altrettanto negative gestioni societarie che hanno portato a diversi fallimenti un club che tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta ha raccolto buoni risultati persino in serie A. Anche lontani dal Ceravolo i catanzaresi sono sempre caldi e numerosi e storicamente nelle trasferte nel centro-nord hanno potuto contare su un buon numero di tifosi calabresi emigrati.

Uno storico gemellaggio è quello con i tifosi della Fiorentina, anche in tempi recenti sono apparsi stendardi viola nelle partite del Catanzaro e viceversa. Altre storiche amicizie sono quelle col Barletta e col Brescia. I giallorossi vantano anche due amicizie fuori dai confini nazionali, una con l’Atletico Madrid e una con i tifosi dell’Austria Salisburgo (tifoseria divenuta celebre in tutta Europa per aver ri-fondato per protesta la propria squadra dopo che all’originale è stato modificato il nome in Red Bull Salisburgo). Tra le rivalità in cima alla lista vi sono i derby regionali con Cosenza, Reggina e Crotone seguiti, oltre lo stretto, da Messina e Catania. Nonostante il comune gemellaggio con i fiorentini, i rapporti con i veronesi sono pessimi così come del resto quelli con i tarantini.

I PRECEDENTI - Nelle sette occasioni in cui Matera e Catanzaro si sono affrontate nella città dei Sassi i padroni di casa hanno prevalso per 3 volte, gli ospiti per 1 volta, e 3 sono stati i pareggi.

Nelle fasi conclusive del campionato di Serie C2 1991-92 i biancazzurri di Marcello Pasquino ed i giallorossi di Franco Selvaggi impattarono sul punteggio di 1-1 con le reti di Ferrante per il Matera e di Mollica per il Catanzaro, entrambe nel primo tempo. Nella stagione successiva il match winner per il Matera fu Caputo che segnò il gol vittoria su calcio di rigore; per la cronaca, fu il secondo rigore assegnato al Matera nel corso di quella gara, dato che in precedenza un altro penalty era stato fallito da Ianuale. Netto il 3-0 per il Matera nella stagione 1994-95, con Bitetto, Onofrio e Tatti che non diedero scampo ai calabresi.

Nei due anni successivi, in entrambe le occasioni il risultato fu un pareggio a reti inviolate. Dopo il filotto di precedenti risalenti agli anni novanta, si passa direttamente all'anomalo campionato di Seconda Divisione 2010-11, quando i biancazzurri di Cadregari sconfissero con il minimo scarto gli ospiti che scendevano in campo con una formazione imbottita di giovani, che a fine anno evitò la retrocessione solo grazie al declassamento all'ultimo posto del Pomezia.

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  Stagione 2014-15: Coletti accorcia le distanze per il Matera

Giungiamo infine allo scorso campionato, quando i giallorossi espugnarono il XXI Settembre-Franco Salerno superando un opaco Matera per 4-2; vantaggio iniziale di Giandonato direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo, pareggio dopo pochi minuti di Carretta, ma Bernardo e Mancuso riportavano avanti gli ospiti. Coletti su punizione allo scadere della prima frazione riduceva lo svantaggio ma nella ripresa ancora Mancuso fissò il risultato sul 4-2.

 

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